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«Aumentano le malattie dovute all’inquinamento»

Marzia Marzoli esponente della Lista civica ‘‘Per il bene di Tarquinia’’ attacca il sindaco e il professore dell’Università della Tuscia «Ma Mazzola e Nascetti osservano le lumache. Il Consorzio pretenda il rispetto della legge per l’Aia di Tvn»

Marzia Marzoli esponente della Lista civica ‘‘Per il bene di Tarquinia’’ attacca il sindaco e il professore dell’Università della Tuscia «Ma Mazzola e Nascetti osservano le lumache. Il Consorzio pretenda il rispetto della legge per l’Aia di Tvn»

TARQUINIA – Mazzola e Nascetti osservano le lumache piuttosto che soffermarsi sul grave problema dell’aumento delle malattie a causa dell’inquinamento ambientale. È questa l’arringa di Marzia Marzoli della lista civica ‘‘Per il Bene di Tarquinia’’ che replica al primo cittadino e allo studioso sulla questione dell’Osservatorio ambientale. «Quello che veramente sconcerta – dice la Marzoli –  è la vuota propaganda e il pressapochismo con cui il Sindaco di Tarquinia affronta un tema rilevante quale quello della salute degli abitanti del territorio.  Mazzola riporta dati epidemiologici vecchi (1996/2008), ante operam rispetto all’avvio in esercizio della centrale a  carbone, che risale al 2008, ed ignora quelli più recenti 2006-2010 decisamente più approfonditi e tragicamente calzanti rispetto a quanto si possa desumere da licheni, pesci e lumache». «Nel “Rapporto 2011” – prosegue la Marzoli – da poco pubblicato dall’Osservatorio ambientale per Torrevaldaliga nord della Regione Lazio, infatti, si evidenzia, con qualche differenziazione tra uomini e donne e tra residenti a Civitavecchia e nell’area limitrofa, (escludendo le ospedalizzazioni) ‘un eccesso di mortalità per tumore del polmone, della pleura, della trachea, dei bronchi, del fegato e del rene, nonché un eccesso di mortalità per infezioni acute delle vie respiratorie e per malattia dell’apparato genito-urinario’» «Da sottolineare – prosegue la Marzoli – l’aumento del ricorso a cure ospedaliere per patologie derivanti dall’inquinamento, perché per fortuna oggi, anche se con immani sofferenze, dai tumori si guarisce». «Siamo ben lieti – ironizza l’esponente della lista civica – di sapere che le ricerche su pesci e lumache compiute dal Consorzio per l’Osservatorio Ambientale vengono pubblicate su riviste scientifiche, ma ci indigna vedere come si preferisca parlare di questo piuttosto che di dati decisamente più penosi e che, purtroppo, coinvolgono quasi ogni famiglia del nostro paese; così come ci indigna sapere che i soldi messi a disposizione da Enel (un milione di euro l’anno) per l’Osservatorio siano spesi per sapere cose che già si sanno. Sorge spontaneo domandarsi come mai analisi epidemiologiche del genere non siano state prodotte dal Consorzio stesso ogni anno e per comuni». «Perché il tanto scientificamente avanzato Consorzio – conclude la Marzoli –  invece di studiare il Dna delle lumache, non si adopra per pretendere, unitamente ai cittadini che hanno per questo avviato una petizione, il rispetto della legge per l’Autorizzazione Integrata Ambientale di Tvn magari presentando una relazione scientifica sugli effetti che il mancato rispetto di detti limiti potrebbe avere sulla salute dei cittadini?» Si tratta, in particolare, del rispetto dei limiti emissivi per il monossido di carbonio (CO), come attesi con l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili e prescritti nel Bref sui grandi impianti di combustione, di 50 mg/Nm3;  l’utilizzo di carbone con contenuto in zolfo non superiore allo 0,3% come prescritto dal Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria della Regione Lazio;  il rispetto dei flussi di massa come prescritti ed autorizzati con Decreto MAP/2003;  il rispetto delle ore di funzionamento come autorizzate con Decreto MAP/2003; l’adeguamento del rendimento dell’impianto a livelli previsti dal BREF LCP e fissati nell’intervallo tra il 43 e il 47%; la desecretazione e pubblicazione dei contenuti relativi alla scheda B della documentazione per la richiesta del rinnovo Aia e relativa a ‘‘Dati e notizie sull’impianto attuale’’ comprensiva dei risultati del monitoraggio in continuo delle emissioni al camino. «Perché – domanda ancora la Marzoli – non pretende la conferma e la celere ottemperanza delle prescrizioni del decreto Via 680/2003, tra le quali, almeno la realizzazione del bosco di circa 40 ettari nel parco serbatoi, l’allontanamento scarico della pescicoltura, il sistema di manipolazione del carbone in depressione? La comunità che Mazzola ha l’onere, nostro malgrado, di governare non è costituita da lumache e licheni, ma da uomini e donne in carne ed ossa che vedono progressivamente diminuire le proprie aspettative di vita sana e costituiscono la concretezza di quelle statistiche di mortalità e morbilità, che il Primo cittadino colpevolmente ignora». «A questi Mazzola – incalza Marzia Marzoli – in qualità di primo responsabile della salute della comunità da lui amministrata, ha il dovere di dare risposte esaurienti». (a.r.)

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