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Tidei rinnova la fiducia a De Felici

Dopo i chiarimenti chiesti dall’ispettorato della Funzione Pubblica sulla nomina a Capo di Gabinetto del Sindaco. Rimangono i dubbi legati alla mancanza dell’evidenza pubblica per la scelta del segretario del Pd e pare destinata a riaccendersi la polemica politica, essendo il dirigente ancora alla guida del partito

Dopo i chiarimenti chiesti dall’ispettorato della Funzione Pubblica sulla nomina a Capo di Gabinetto del Sindaco. Rimangono i dubbi legati alla mancanza dell’evidenza pubblica per la scelta del segretario del Pd e pare destinata a riaccendersi la polemica politica, essendo il dirigente ancora alla guida del partito

CIVITAVECCHIA – Il Sindaco rinnova la fiducia nei confronti del suo capo di gabinetto, che però esce con le ossa (politicamente) rotte dalla vicenda legata all’esposto presentato alla Corte dei Conti e al Dipartimento della Funzione Pubblica dall’ex capo segreteria di Gianni Moscherini Marco Setaccioli.
Sotto la lente dell’ispettorato, infatti, è rimasta in particolare solo la posizione di Patrizio De Felici. Chiarita da subito quella del portavoce Fabio Angeloni, il segretario generale del Pincio Pietro Lucidi no nha avuto difficoltà anche per l’incarico dell’architetto Ermanno Mencarelli. Assordante silenzio, invece, per due mesi (da quando è arrivata la richiesta di chiarimenti da Roma) circa i requisiti e la procedura per l’assunzione del Capo di Gabinetto. L’ufficio stampa del Comune cerca di svicolare puntando sul «gioco di chiara matrice politica, con connotati (nel caso di Setaccioli ex capo della segreteria di Moscherini) del tutto personalistici, vista la sua posizione di vincitore del concorso «last minute» indetto dalla precedente Giunta».
Anche sui requisiti l’amministrazione parrebbe in grado di rispondere: «De Felici è risorsa di alto profilo professionale, laureato, funzionario proveniente da ente sovraordinato, vincitore di concorso nella pubblica amministrazione, con concrete esperienze di lavoro più che quinquennali in ruoli di responsabilità». Resta il problemino dell’assoluta mancanza di ogni evidenza pubblica. In qualche modo, il Pincio è convinto di risolvere anche questo. Certo è che per il capo di gabinetto è comunque un colpo duro da assorbire, soprattutto ora che erano finite nel dimenticatoio le pseudo dimissioni da segretatio del Pd, con l’incarico che era stato semplicemente «messo a disposizione» dallo stesso De Felici, la cui nomina fu da subito al centro di polemiche politiche, sicuramente destinate a riaccendersi ora che viene messa in dubbio, oltre a quella politica, anche la correttezza formale della scelta del Sindaco.

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