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Ciechi con pluri-handicap, niente assistenza. Le famiglie insorgono

CIVITAVECCHIA – Sospensione totale del servizio di assistenza per le persone con disabilità visive affette da ulteriori gravissimi handicap. A prendere la decisione è stato il Centro Regionale S. Alessio – Margherita di Savoia per i Ciechi. Decisione, peraltro, che non ha lasciato indifferenti né i familiari delle persone fino a ieri assistite dal Centro, né l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Civitavecchia, pronti “anche a manifestazioni estreme, come l’occupazione e l’autogestione del Centro”.
Il motivo della sospensione del servizio a quanto pare sarebbe stata presa dal commissario dello stesso, il dotto Alessandro Matteini, funzionario della Regione Lazio nominato recentemente dalla Polverini, a causa della difficile situazione economica che ha colpito la struttura. “Malgrado possieda un immenso patrimonio immobiliare – spiegano dall’Unione Italiana dei Ciechi – che rende circa 5 milioni 500 mila euro l’anno, ha registrato un pesante passivo di circa 12 milioni. Nel corso dell’anno – prosegue il presidente Mario Sartorelli – è stata assunta una quantità innumerevole di impiegati amministrativi, assolutamente non necessaria alla gestione dell’Ente. Le entrate, che dovrebbero essere impiegate in attività a favore dei ciechi, sono utilizzate quasi totalmente per retribuire questo personale. A questo si aggiunga l’irresponsabile comportamento della Giunta regionale che non versa al Centro i fondi stanziati e previsti per l’assistenza alle persone con pluri-handicap. Inoltre – prosegue Sartorelli – la presidente Polverini ha cambiato tre Commissari in due anni, rendendo instabile la gestione del centro”. Una situazione negativa che “non può però giustificare le scelte del Commissario che si rivolgono solo contro le persone cieche e ipovedenti. A maggior ragione se si pensa che mentre vengono tagliati i servizi, Matteini con nuovi atti prefigura l’assunzione di ulteriori dipendenti, dirigenti di prima classe e altre figure amministrative dirigenziali, di cui nessuno, a parte il Commissario, sente l’esigenza e in totale antitesi con il processo di risanamento economico di cui l’ente avrebbe un disperato bisogno”. Una coincidenza (le possibili assunzioni ingiustificate e la soppressione del servizio di assistenza ai cittadini più sfortunati) che all’associazione appare “paradossale, offensiva e perfino disgustosa”, tanto che oltre alla “minaccia” di ricorrere a manifestazioni estreme (come l’occupazione del Centro), lanciano un appello ai candidati alla Presidenza e al Consiglio della Regione Lazio “affinché nei loro programmi possano trovare la giusta attenzione le problematiche delle persone disabili e delle loro famiglie. I ciechi e gli ipovedenti – conclude il presidente dell’Associazione – sono una minoranza sociale che non sta chiedendo privilegi, ma il diritto costituzionale allo studio, all’assistenza e alla riabilitazione finalizzata all’inclusione sociale”.

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