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Case popolari, l'Ater bacchetta il Pincio

CIVITAVECCHIA – Un percorso ‘‘originale’’. Così viene definita dall’Ater la richiesta del sindaco Tidei di affidare al Comune di Civitavecchia la realizzazione degli alloggi destinati all’emergenza abitativa. «Al di là del metodo che poco si addice a un corretto e leale rapporto istituzionale (aver appreso dalla stampa delle intenzioni dell’amministrazione, ndc) è necessario sottolineare alcune considerazioni di merito ad evitare che si dia dell’Ater un’immagine non corrispondente alla realtà. Un’immagine – aggiungono dall’Ente – distorta, secondo la quale l’unico modo per ‘‘mettere a frutto da domani i 24 milioni di euro fermi da anni nelle casse dell’Ater’’ sarebbe quello di trasferirli sic et simpliciter nelle casse del Comune, affidando cioè al Comune stesso la realizzazione dei futuri alloggi popolari». Operazione, secondo l’Ente guidato dal presidente Gino Vinaccia, impossibile da mettere in atto a ‘‘causa’’ di quelle regole che, a partire dalla legge regionale del 6 agosto 1999, «stabilisce le funzioni e i compiti dei Comuni». Ma anche se le norme «consentissero all’Ater di acquistare alloggi dal Comune non sarebbe oltremodo possibile – spiegano il direttore generale Antonio Sperandio e il presidente Ater Gino Vinaccia – destinarli all’edilizia sovvenzionata e cioè a tutti quei richiedenti che sono inseriti nella graduatoria comunale». Se così fosse, l’Azienda si esporrebbe «all’intervento diretto della Corte dei Conti. Cosa che – sottolineano i responsabili Ater – siamo convinti, né il Comune, né tantomeno l’Ater possono auspicare». Da qui, rilanciano: «Resta la via più celere: la messa a disposizione delle aree pubbliche che il Comune possiede e che l’Ater, come già più volte comunicato, sarebbe disponibile anche ad acquistare, impegnando, nel rispetto delle norme, le proprie risorse finanziarie ed avviando immediatamente la costruzione di alloggi di edilizia sovvenzionata da destinare a coloro che sono inseriti nella graduatoria comunale». Insomma, l’unico modo per risolvere il problema dell’emergenza abitativa in città e dare risposte concrete a quanti oggi si trovano in difficoltà è quello di «dare piena attuazione a quanto già previsto dal Protocollo d’intesa sottoscritto il 5 luglio 2012 da Regione, Comune e Ater».

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