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«Si rispettino gli accordi firmati in Regione»

Lo chiedono i cassintegrati dipendenti della Unisan che gestisce il centro Boggi La divergenza di vedute tra le parti non trova sbocchi

Lo chiedono i cassintegrati dipendenti della Unisan che gestisce il centro Boggi La divergenza di vedute tra le parti non trova sbocchi

S. MARINELLA – Nelle polemiche che hanno coinvolto i cassaintegrati della Ri.Rei e l’azienda che gestisce il servizio di assistenza dei disabili ospiti nella struttura di Santa Severa e cioè la Unisan, si è evidenziata una forte criticità di vedute tra le due parti che sembra non trovare sbocchi. La Unisan dice di aver fatto gli interessi dei 46 dipendenti in cassa integrazione in quanto, se non fosse intervenuta alla Regione, questi avrebbero perso l’assegno e quindi il rinnovo della Cigs fino al 30 aprile che consente agli operatori messi ‘‘in naftalina’’ a zero ore di continuare a percepire lo stipendio. La Unisan aveva anche affermato che nessun lavoratore sarebbe stato messo in mobilità. Di diverso avviso i diretti interessati che, tramite il loro portavoce Virna Pizzuti, rispondono. «La procedura di mobilità è stata attivata il 10 ottobre del 2012 per i 46 dipendenti in cigs dal 2010 e per 14 unità che ancora sono in servizio – dice la Pizzuti – fanno fede e testimonianza la procedura di mobilità che è stata magicamente convertita in cigs a sei ore settimanali e, a tutt’oggi, è ancora così. La mobilità, inoltre, non è prevista per i cassaintegrati del comparto sanità privata per cui, questi ultimi, sarebbero finiti direttamente nelle liste di disoccupazione qualora non si fosse rinnovata la cigs in deroga. Sicuramente le procedure di mobilità per i lavoratori in cigs dal 2010 sono state rimandate al dopo elezioni. L’Unisan, inoltre, che tanto si vanta di prodigarsi per i lavoratori, ha firmato presso la Regione Lazio impegni verso i dipendenti fin dal 2006, come facente parte del Consorzio Ri.Rei e, come Unisan, ne ha firmati altri purtroppo tutti disattesi. Parlare poi di stipendio ci sembra veramente una eresia visto che le famiglie dei 46 lavoratori percepiscono la modica cifra di 613 euro e che dal primo maggio sicuramente il nulla». «Nel frattempo la Unisn ha assunto nella struttura di Santa Severa ben nove persone con contratto Co.Co.Pro. – ricordano i cassaintegrati – a partita Iva. Strano perché il motivo per cui la Unisan chiese la cigs in deroga per i suoi lavoratori era dovuta alla crisi aziendale e quindi per problemi economici». «I lavoratori cassaintegrati – conclude la portavoce – chiedono a gran voce il ripristino della legalità, il rispetto degli accordi firmati in Regione tra le parti sociali, le istituzioni e l’azienda e il rispetto delle mozioni presentate dai Comuni del territorio nei mesi di dicembre 2012 e gennaio 2013».
Gi.Ba.

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