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Regionali, Vittorio Petrelli scende in campo

CIVITAVECCHIA – Ufficializzata questa mattina la candidatura al Consiglio regionale del Lazio, nella lista “Centro democratico per Zingaretti”, di Vittorio Petrelli. Una decisione che arriva in un momento in cui, da palazzo del Pincio hanno chiuso la porta a quegli alleati che, nonostante non abbiano ottenuto un consigliere comunale, hanno contribuito alla vittoria del centrosinistra in città. “Da dicembre non ci sono più riunioni di maggioranza estese ai partiti. Capisco che spesso alcune decisioni – ha spiegato Petrelli – vanno prese molto velocemente, ma quello che sta emergendo è il carattere egemone del sindaco Tidei. E la mia candidatura al consiglio regionale – ha aggiunto Petrelli – vuole essere un modo per ridare dignità e voce a quelle persone che hanno creduto in un progetto diverso”. 
“Ho deciso di candidarmi perché tante persone me lo hanno chiesto e perché credo fermamente che sia necessario riportare la politica a una dimensione umana, perché ritorni a essere capace di aiutare le persone e risolvere i problemi”. Per Petrelli è fondamentale “recuperare i valori, eprimere una solidarietà tangibile, riappropriarsi del senso di collettività che si è perso. La giusta dimensione – ha aggiunto Petrelli – si ritrova, innanzitutto, privilegiando la competenza nel governo delle istituzioni. La meritocrazia deve essere un dato di fatto”. E tra le sue prime iniziative, il candidato al consiglio regionale del centrosinistra, ha in mente la presentazione “di una proposta di legge che intende garantire l’obiettivo di assicurare alle aziende regionali amministratori efficienti e capaci”. Ma non solo: per Petrelli è fondamentale anche la trasparenza con la “pubblicazione del mio rendiconto personale e quello della mia famiglia, la rinuncia al vitalizio e la devoluzione di parte del mio stipendio per promuovere lo sviluppo, per la formazione di stagisti per l’europrogettazione, per la solidarietà, per sostenere le spese di eventuali ricorsi al Tar di cittadini che debbono difendersi dai soprusi delle loro amministrazioni, rendicontando tutto pubblicamente” 

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