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Tarquinia, una mozione per sfiduciare Ranucci

TARQUINIA – I gruppo consiliari Udc, Pdl, Terzo Polo e M5S di Tarquinia, ad eccezione del consigliere Cristiano Minniti (del Polo di Centrodestra) hanno protocollato sabato mattina la richiesta di revoca delle deleghe all’assessore ai Lavori pubblici Anselmo Ranucci. Una richiesta questa che verrà vagliata in consiglio comunale il quale dovrà essere convocato entro venti giorni con ordine del giorno “la revoca da assessore di Anselmo Ranucci. “Gli argomenti che hanno spinto e motivato la mozione di revoca di Ranucci – spiegano dall’opposizione – sono diversi, partendo dal problema arsenico nell’acqua fino ad arrivare alle nuove isole pedonali. Il problema arsenico è ormai conosciuto dal 1998, ma l’assessore Ranucci ha sottovalutato da sempre la questione ambientale scaricando responsabilità e competenze. L’amministrazione Mazzola avrebbe dovuto provvedere alla realizzazione di un impianto di dearsenificazione utilizzando i trasferimenti derivanti dall’accordo Enel, che ricordiamo sono stati di circa 15 milioni di euro accordo firmato il 28 ottobre 2008; come dall’introito delle bollette pagate dagli utenti che in questi anni sono state incassate dal Comune”. “Le scelte di Ranucci si sono dimostrate carenti: il conservificio è ormai un rudere; la pista ciclabile un investimento effimero e non condiviso con gli operatori del Lido; il restauro del teatro  un’opera incompiuta sulla quale non si può più tacere”. “Da ultimo incalzano i consiglieri d’opposizione – le isole pedonali realizzate impegnando soldi pubblici, che non hanno visto la benché minima concertazione con i rappresentanti di categoria, i commercianti in primis. Non ha realizzato una o più aree parcheggio “nuove”, anzi a forza di posizionare catenelle, fioriere e paletti di posti auto ne sono stati eliminati a decine dentro il centro storico”. “Ed infine – concludono i firmatari della mozione  Marcello Maneschi (PDL), Alfio Meraviglia e Laura Voccia dell’Udc, Cesare Celletti (Movimento 5 stelle) e Pietro Serafini (Terzo Polo) – l’assessore Ranucci continua a prendere decisioni senza informare e riunire commissioni consiliari, tavoli pubblici e soggetti passivi delle sue scelte. È ora di dare un segnale forte, revocando l’incarico di un assessore che non ascolta nessuno”. Ma dall’amministrazione comunale arriva subito una nota di piena fiducia e stima nell’assessore. «L’assessore Anselmo Ranucci ha la mia fiducia e stima, così come tutti i membri della mia giunta», afferma il sindaco Mauro Mazzola, commentando la petizione presentata dai consiglieri comunali di minoranza. «L’opposizione dovrebbe sapere che la competenza delle deleghe agli assessori è esclusivo appannaggio del sindaco. – prosegue – L’atto dell’opposizione è l’ennesima caccia alle streghe ed è ben evidente dalla risibilità degli argomenti a sostegno. Oltretutto, appare quanto mai sconcertante che la questione dell’arsenico sia finita ad essere a totale responsabilità dell’assessore ai Lavori Pubblici e dell’Amministrazione quando “il presidente della Regione Lazio Renata Polverini è stata nominata commissario per l’emergenza e i nuovi poteri le sono stati assegnati con un’ordinanza della presidenza del Consiglio dei Ministri datata 28 gennaio 2011 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 12 febbraio 2011. Al governatore è stato richiesto “di predisporre il piano generale degli interventi urgenti per la salvaguardia della pubblica incolumità e quantificare relative spese” e “d’intraprendere le azioni necessarie affinché i comuni interessati e l’autorità d’ambito pianifichino, entro il termine dello stato di emergenza, interventi per garantire il rispetto dei parametri stabiliti dal decreto legislativo n. 31/2001 un piano ad hoc per uscire dall’emergenza”. Per non parlare di ATO e del suo presidente Marcello Meroi, che non ha fatto nulla per risolvere il problema. Ancora peggiore la situazione di Talete, il fornitore dell’acqua che ne avrebbe dovuto garantire la potabilità, i cui vertici sono stati nominati da un governo provinciale di centro destra, di cui fa parte il consigliere Alfio Meraviglia. Chi doveva risolvere il problema quindi, a partire dal commissario straordinario Polverini, proseguendo con il presidente di ATO Meroi fino all’Amministrazione Provinciale, che ha nominato i vertici di Talete, tutti di centrodestra, è stato immobile. Non solo, chi accusa è proprio colui che ha voce in quella Provincia, da cui avrebbero dovuto provenire le soluzioni. Abbiamo solo tentato di non sostenere spese che non ci competevano, evitando di rimettere le mani nelle tasche dei contribuenti. E se un errore è stato commesso è quello di avere dato fiducia al presidente Polverini. È evidente la strumentalizzazione politica, fatta con la superficialità e l’arroganza tipica del centrodestra che accusa per non essere accusato e per nascondere le sue responsabilità. È la solita vecchia storia» (a.r.)
 

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