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Dehors, la tecnologia frena le domande

CIVITAVECCHIA – Scaduti oggi i termini per la presentazione delle istanze da parte dei commercianti per la richiesta al Comune di occupazione del suo pubblico con strutture provvisorie: i dehors.
Ma le domande pervenute agli uffici di palazzo del Pincio sono veramente poche. A causare disagio tra i commercianti per la presentazione della domanda in sostanza sarebbe stata proprio la tecnologia.
Da quest’anno infatti, abbandonato il cartaceo le istanze dovevano pervenire al Comune solo in via telematica. Nuova regola che, se da un lato avrebbe voluto snellire il lavoro dei dipendenti comunali e quello dei commercianti, dall’altro di fatto ha causato il disagio. Proprio come denuncia il delegato al Commercio e presidente della Confcommercio locale Vincenzo Palombo.
«Diversi di loro – ha spiegato – proprio per mettersi in regola non hanno avuto il tempo di procedere alla presentazione dell’istanza che in molti casi viene spedita telematicamente non dallo stesso commerciante, ma dalle agenzie a cui si rivolgono per espletare la procedura».
E proprio per venire incontro alle esigenze di molti, che da domanipotrebbero vedere etichettati come ‘‘fuori legge’’ i propri dehors, il Presidente Confcommercio dovrebbe incontrare al massimo entro oggi il sindaco Pietro Tidei per chiedere una proroga della scadenza, che peraltro durante uno degli ultimi consigli comunali si pensava potesse slittare fino all’approvazione del nuovo regolamento sui dehors redatto dall’assessore Sergio Serpente e il cui iter nella Commissione di competenza non era stato portato a termine. Causando così lo slittamento della discussione alla Pucci a data da destinarsi.
Il nuovo regolamento sui dehors non dovrebbe essere null’altro che la messa in atto del regolamento stilato dall’ex assessore all’Urbanistica Mauro Nunzi che però «dovrà tenere conto anche – come spiegato dall’assessore Serpente al termine della massima assise cittadina che ne ha deliberato il rinvio – del piano del traffico approvato nel 2011 e del Suap». Così da soddisfare da un lato le esigenze dei commercianti e dall’altro quelle degli automobilisti che molto spesso hanno lamentato una presenza ‘‘invandente’’ sulle strade delle strutture.

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