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Piano di rilancio Hcs, necessaria una proroga

Piano di rilancio Hcs, necessaria una proroga

I liquidatori sono pronti a chiederla al giudice del Tribunale di Civitavecchia. I sindacalisti chiedono all'amministrazione comunale di rinnovare gli impegni presi a tutela dei lavoratori

CIVITAVECCHIA – Potrebbe arrivare la richiesta di una proroga al giudice del tribunale di Civitavecchia, da parte dei liquidatori di Hcs, per la presentazione del piano di rilancio della holding e delle partecipate. Questo è quanto è emerso questa mattina durante l’incontro tra organizzazioni sindacali, amministrazione e liquidatori di Hcs. «Gli accordi di saldo e stralcio non sono stati ancora chiusi – ha spiegato il delegato al controllo delle partecipate Emiliano Santori – motivo per cui i liquidatori potrebbero chiedere al Tribunale una proroga dei tempi per la presentazione del piano. Noi comunque ce la stiamo mettendo tutta per salvare il salvabile». Intanto dalle organizzazioni sindacali è arrivata la richiesta «nei confronti dell’amministrazione comunale di rinnovare gli impegni presi – ha spiegato l’assessore al Lavoro Sergio Serpente – per salvaguardare i lavoratori e rinnovare la cassa integrazione a rotazione». Rinnovo che potrebbe arrivare al prossimo incontro, fissato per la prossima settimana.  Qualora gli impegni, da parte dell’amministrazione comunale, dovessero essere disattesi «non saremmo nella condizione – spiega il segretario generale della Cgil Cesare Caiazza – di poter sottoscrivere proroghe per la ‘‘cassa integrazione in deroga’’ decretandone l’interruzione al 5 o al 6 febbraio». Viceversa, «se gli impegni verranno confermati dovremo, nei giorni successivi, pretendere l’applicazione e la realizzazione di tutti i punti dell’accordo (sulla gestione della cassa integrazione e tanti altri aspetti). Dovremo lavorare, insieme, per la definizione di un ‘‘piano industriale’’ capace di mantenere il carattere pubblico dei servizi e difendere l’occupazione in essere, attraverso un’opera di risanamento, riorganizzazione, rilancio e ampliamento delle attività». Piano industriale che per il segretario Cgil «sarà costruito in ragione delle ‘‘scelte politiche’’, delle quali è titolare l’amministrazione comunale, a partire dal mantenimento o meno del carattere interamente pubblico nel governo e nella gestione dei servizi locali».

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