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"Bollette ridotte se l'acqua non è potabile"

"Bollette ridotte se l'acqua non è potabile"

Lazio in Movimento e Popolo della Città prendono spunto dalla sentenza del giudice di pace di Civita Castellana che ha deciso la restituzione di parte della bolletta

CIVITAVECCHIA – “Apprendiamo con estrema soddisfazione la decisione del Giudice di Pace di Civita Castellana, che recentemente ha accolto il ricorso di un utente nei confronti del gestore del servizio idrico, stabilendo la restituzione di parte delle bollette per aver fornito acqua non potabile”. E’ quanto dichiarano in una nota congiunta Lazio in Movimento e Il Popolo della Città. “È stato confermato finalmente il diritto all’acqua potabile a coronamento di quanto chiesto come cittadini e con i cittadini. Ancora una volta  – dichiarano Simona Galizia e Antonio Cacace, referenti dei due movimenti cittadini – le nostre associazioni, che in tempi non sospetti avevano già sollecitato il rimborso per un servizio idrico scadente, dimostrano di saper tutelare gli interessi dei propri concittadini. Il Giudice di Pace – continuano – ha confermato la nostra tesi, che è quella che in assenza di potabilità si crea un disservizio e le quote che il cittadino deve pagare vanno ridefinite, così come le tariffe maggiorate per i consumi. Chiediamo quindi con forza, anche a fronte di questa sentenza, – concludono Cacace  e Galizia – che, nel frattempo, vengano riviste a ribasso le bollette di HCS, prevedendo sconti o rimborsi, almeno fino a quando l’emergenza non sarà rientrata per tutti i residenti e per le attività produttive di Civitavecchia fornite dagli acquedotti non in linea con i parametri di legge stabiliti per l’arsenico”.
Intanto tra i cittadini monta la protesta per l’annuncio da parte dei vertici di palazzo del Pincio della costituzione di una commissione straordinaria per avviare la caccia agli evasori totali. “È dal giugno 2012 – spiega un civitavecchiese – che chiedo agli uffici comunali la mia bolletta relativa all’idrico. Ma di questa non c’è traccia”. Ai solleciti del civitavecchiese infatti, secondo quanto appreso dal suo racconto, è seguita l’inottemperanza da parte dell’ufficio comunale incaricato a inviare la bolletta. “E poi si parla di evasori. Perché prima non intraprendono delle iniziative contro chi è incaricato di stampare e mandare le bollette ai cittadini? Vorrei tanto poter pagare ma non mi è stato possibile e ora magari pretendono di inviarmi le bollette anche pregresse e che io paghi tutto d’un fiato?”.

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