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Un progetto fotografico dedicato a Vincenzo Cardarelli

TARQUINIA – «A Tarquinia mia silenzio. A Vincenzo Cardarelli mia voce». È proprio al poete di origine etrusca che Alberto Placidoli dedica il suo progetto fotografico ‘‘Tarqunia, una storia senza tempo’’ finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia e reso possibile grazie anche al contributo della Proloco di Tarquinia.Oltre quindici anni di studio di una città che dice molto di più, di quanto si intravede da una ‘‘cartolina per turisti’’. Malinconia, buio, tristezza. E così sulla scia di Cardarelli Placidoli decide di intraprendere un viaggio per quella Tarquinia sconosciuta, da portare alla luce tramite la foto, proprio come aveva fatto il suo ‘‘maestro’’ Cardarelli. Un filo che congiunge due modi di parlare alla gente completamente diversi, ma simili per le sensazioni che trasmettono. Da una parte le foto di Placidoli, dall’altro le poesie di Cardarelli. Un uomo nato a Tarquinia, una città da cui però è fuggito rifugiandosi a Roma ma dove, dopo la morte è voluto tornare. «Una culla e una bara allo stesso tempo» spiega la storica dell’arte Angela Di Curzio che ha curato le parti letterarie del progetto di Placidoli. «Si tratta di un progetto molto importante che vuole focalizzare l’attenzione sulla cultura del nostro territorio – ha spiegato il presidente della Fondazione Cariciv Vincenzo Cacciaglia – è giusto che i civitavecchiesi proprio come tutti i cittadini dei comuni dove la Fondazione è presente, conoscano le gesta e le opere degli artisti che hanno reso importanti queste città». E così dal Calamatta, al Puccitta a Cardarelli il passo è breve.E il progetto fotografico sarà in mostra fino ad oggi all’ex Biblioteca di Tarquinia (dalle 16 alle 18). Successivamente la mostra si sposterà a Roma, al Centro culturale della Banca Italia e poi dritto a Civitavecchia dove le foto di Placidoli saranno messe in mostra alla Pucci. Il ricavato delle vendite del catalogo fotografico (offerta di 20 euro) sarà interamente devoluto ad associazioni che operano nei comuni dove la mostra sosterà. Così da permettere a Tarquinia l’acquisto di un macchinario per l’ambulanza della Cri, la cura e manutenzione della camera iperbarica a Civitavecchia. Mentre a Roma sarà devoluta a un’associazione che si occupa degli inabili a lavoro.

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