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Ferrotel, il Comitato QuattroPorte difende la palazzina

Il Comitato:  «Con la demolizione del Ferrotel si compirebbe soprattutto un atto antisociale»

Il Comitato:  «Con la demolizione del Ferrotel si compirebbe soprattutto un atto antisociale»

 

CIVITAVECCHIA – «L’autorecupero della palazzina Ferrotel è una forma di partecipazione democratica». È l’affermazione e insieme una richiesta del Comitato QuattroPorte, a proposito della decisione da parte dell’Amministrazione, di demolire la palazzina che si trova nella zona del Bricchetto. Nel consiglio comunale del 27 febbraio scorso, è stata infatti votata la cessione della  struttura alle Rfi per una successiva demolizione e la creazione di un progetto di servizi privati di interesse pubblico, come previsto dal Prg. Ma da parte del Comitato non sono arrivati commenti entusiasti a riguardo, anzi: è stata avanzata l’opzione dell’autorecupero abitativo della palazzina Ferrotel, secondo la legge 55/1998 della Regione Lazio, che porterebbe un risparmio per l’Amministrazione senza cedere i locali alle Ferrovie: «Il comune dovrebbe sostenere solo i costi per la ristrutturazione degli esterni, mentre per quanto riguarda i lavori interni, le spese saranno sostenute dalla cooperativa degli inquilini». La questione è che la struttura è diventata un punto di riferimento per tutti quei cittadini che hanno bisogno di un tetto sicuro. «È un luogo dove nuclei in emergenza abitativa – aggiungono dal Comitato – si sono autorganizzati consentendo all’Amministrazione comunale un risparmio di oltre 100.000 euro». Ma a quanto pare la decisione del Consiglio, salvo i voti discordanti di Sel, ha decretato la demolizione, offrendo abitazioni popolari ai residenti di Ferrotel, dove al suo posto un giorno sorgerà un nuovo edificio dove i cittadini potranno decidere di nuovo di risiedere, salvo che non sarà più una struttura comunale. «Chiediamo a tutta la cittadinanza e alle realtà sociali civitavecchiesi, solidarietà per alla palazzina Ferrotel, in quanto è un’occasione, non un problema. Pensavamo che la nuova amministrazione – concludono dal Comitato QuattroPorte – sarebbe stata più attenta della precedente alle esigenze sociali più avvertite della cittadinanza civitavecchiese».

 

M.D.A.

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