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"Si coordino le iniziative legate alla memoria sportiva e si professionalizzino le società"

Lettera aperta di Giancarlo De Gennaro, in seguito a quella di Stefano Cervarelli

Lettera aperta di Giancarlo De Gennaro, in seguito a quella di Stefano Cervarelli

La lettera aperta del sig. Cervarelli pone delle questioni interessanti che meritano di essere approfondite. E’ una lettera di un uomo che ha a cuore la sua città, città alla quale intende restituire, partendo dallo sport, la memoria perduta.
Ad onor del vero è utile ricordare che il livello della discussione e l’attenzione delle istituzioni verso la nostra memoria sportiva non è “tabula rasa” come prefigura il nostro interlocutore, alcune iniziative sono state prese ed alcune associazioni si impegnano per mantenere in vita le nostre radici, ma molto, naturalmente c’è da fare;
Partiamo allora da ciò che è stato fatto:
– In passato le istituzioni, comune e CONI, hanno organizzato dei convegni e delle cerimonie per ringraziare al cospetto del mondo sportivo e della cittadinanza alcune figure che hanno scritto pagine sportive importanti, fu ringraziato e premiato, per esempio, il Prof. Vespa e in diverse occasioni anche Oscar Barletta;
– L’associazione Veterani dello Sport organizza annualmente un bellissimo evento denominato Atleta dell’Anno, dove insieme agli sportivi di oggi vengono ricordati e premiati gli sportivi di ieri;
– Il Palazzetto dello Sport è dedicato al grande pugile Tamagnini e lo Stadio del Nuoto ha preso il nome di un indimenticato e indimenticabile campione di pallanuoto, Marco Galli.  

Non è quindi partenza zero ciò che andrebbe fatto. 
Provo, del tutto immodestamente, a buttare lì alcune idee:
– Il comune dovrebbe allestire una biblioteca sportiva (può anche essere una sezione dell’attuale biblioteca) e permettere ad alcune società sportive storiche di Civitavecchia di avere una propria sede nello stesso immobile: la contaminazione di conoscenze, esperienze e semplici aneddoti sarebbe enorme; l’arricchimento umano e professionale di ogni singolo atleta, dirigente e tecnico sarebbe straordinario. Le Eccellenze presenti a Civitavecchia nel campo della Medicina Sportiva, della Fisioterapia, della Preparazione Fisica, della gestione dei gruppi sportivi e della Tecnica specifica potrebbero attraverso dei seminari periodici aperti a tutti creare un unico grande polo di Eccellenza Sportiva che attraverso atti pubblicati possa tramandare conoscenza ed esperienza e contribuire a creare memoria. 
– Il comune e l’associazione Veterani dello Sport (che organizza eventi molto ben fatti e che riguardano il passato sportivo recente e lontano della nostra città) sembrano, ma potrebbe essere una sensazione sbagliata, non coordinati, una loro sinergia significherebbe linfa vitale alle radici di cui parla il sig. Cervarelli. E grazie al loro impegno insieme all’Atleta dell’Anno potrebbe essere indetto il premio tecnico dell’anno, dirigente dell’anno e società dell’anno.
– L’associazione Veterani dello Sport dovrebbe diventare la casa di tutti coloro che hanno fatto sport in città a qualsiasi livello, per cui le modalità per diventarne soci e la partecipazione alla vita associativa dovrebbe essere continuamente pubblicizzata e resa quindi più facile;
– È tempo che anche alcune strade pubbliche prendano il nome di nostri grandi sportivi scomparsi;
Poche idee alla rinfusa che butto lì per ampliare il dibattito.

C’è un aspetto che però non può venire trascurato: quello della reale competenza.
Il tempo non può promuovere tutti.
La grande passione di alcuni allenatori non può e non deve essere sempre premiata prima o poi in futuro.
Per operare con i bambini e con gli adolescenti è necessario avere competenze di anatomia, di fisiologia dell’età evolutiva, di psicologia e pedagogia oltre che di conoscenze tecniche specifiche che solo lo studio e la sua certificazione possono portare.
Il settore sportivo, non può più essere un campo affidato solo alla passione, che da sola non serve a nulla se non a creare fanatici che con due o tre ore di corso possono arrecare danni enormi. Avete mai visto un appassionato di medicina o di fisioterapia che esercita la sua passione senza titolo? I pochi che l’hanno fatto sono andati in galera.
Nelle fragili personalità dei bambini e degli adolescenti un allenatore impreparato può infliggere lesioni fisiche e psicologiche irreparabili.
Questo è un aspetto che nessuno ha ancora avuto  il coraggio di affrontare seriamente: nè le istituzioni nè il CONI.
Si finge di non conoscere o non si conosce (che è più grave) l’esistenza di una legge regionale che vieta l’attività sportiva se non in presenza di un titolare o di un direttore tecnico in possesso del diploma Universitario ISEF o della Laurea IUSM.

Per concludere una preghiera: lasciate stare l’orribile parola “Civitavecchiesità”; non si è mai ben capito il suo significato; tutti i grandi nomi che abbiamo citato sono dovuti andare via da Civitavecchia per diventare grandi e quel termine ha sempre significato ignoranza, provincialismo e approssimazione.
Una buona politica sportiva che aiuta le società a crescere e a proiettarsi nel futuro e che alimenta continuamente le proprie profonde radici sportive è semplicemente una buona politica sportiva, e un talento che diviene campione è solo uno sportivo in più che dà lustro alla nostra città, con quel brutto termine tutto ciò non ha nulla a che fare. 

 

Giancarlo De Gennaro

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