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«La festa del patrono affare di un comitato»

Protestano i volontari dell’associazione Azione punto zero «Vengano allo scoperto per dare la possibilità a tutti di collaborare»

Protestano i volontari dell’associazione Azione punto zero «Vengano allo scoperto per dare la possibilità a tutti di collaborare»

SANTA MARINELLA – Protestano i volontari dell’associazione Azione punto zero per gli eventi organizzati in occasione della festa del Patrono che, secondo loro, sono un affare privato di un comitato di cui non se ne sa nulla. «Pare che tutto debba svolgersi in sordina – dice il direttivo del movimento politico Azione Punto Zero – per non disturbare chi, di fatto, se ne è preso l’appalto con annessi e connessi. Il caso vuole che già da qualche tempo a questa parte, sui social network, fossero iniziate a girare insistentemente delle domande sulla esistenza o meno di un comitato festeggiamenti, da chi fosse composto, se avesse pubblicizzato e promosso la partecipazione per l’organizzazione. Niente di niente, top secret, nemmeno i nostri informatori erano a conoscenza di chi stesse organizzando la festa. Si vagheggiava a riguardo solo il nome dell’assessore Boelis. Quasi per incanto in un comunicato stampa dell’amministrazione comunale si dice che il catalogo è pronto». «Non vogliamo entrare specificatamente nel merito delle proposte artistiche, anche se nei radiosi anni di questa gestione ci sono cose che fanno rabbrividire – continuano i volontari – il problema è chi decide, a che titolo, scegliendo quali proposte e scartando quali? E ancora, chi sceglie chi deve gestire gli stand del mercatino, quali operatori garantiscono qualità alla festa e quelle terribili giostre, quegli intrattenimenti che appartengono ad una sciatteria senza un minimo di respiro culturale,chi le ha decise? La sommità dei contenuti e del respiro per la festa del Santo Patrono, l’assessore Boelis la raggiunge comunque nella dichiarazione di ringraziamento. Capiamo che siamo in periodo elettorale ed è doveroso dunque far diventare un’opera d’arte anche uno sgorbio, ma di coraggio ce ne vuole. Una festa del Patrono che relega la dimensione religiosa ad una processione e alla Santa Messa non è suggerita dalla tradizione. Senza una dimensione profonda, un invito alla partecipazione prima dell’evento per prepararlo un radicamento, una identità con le proprie radici culturali del territorio, la festa del patrono è ridotta ad una sagra paesana come tante altre». «Sarebbe ora che il comitato festeggiamenti –  conclude la nota – se esiste venisse allo scoperto per dare voce e possibilità di costruire a coloro che vogliono collaborare. Ancor di più, occorrerebbe darlo alle autorità religiose che debbono sovra ordinare tutto l’avvenimento. Non è più tempo di trattare i cittadini come sudditi con l’anello al naso, forse negli uffici di Via Rucellai non hanno colto il fatto che il vento è cambiato e che non è più tempo di canzoni napoletane e balletti russi per incantare la gente”.
Gi.Ba.

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