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I cinesi aprono nuovi negozi a Tarquinia

I cinesi aprono nuovi negozi a Tarquinia

L’imprenditore Enrico Benedetti lancia l’allarme e analizza la situazione in città Il presidente dell’Ascom locale: «Non è una questione di campanilismo, ma qui però stanno saltando tutti i parametri che regolano l’economia ed una leale concorrenza tra le attività»

TARQUINIA – Nuove attività commerciali da parte di operatori cinesi stanno per essere aperte a Tarquinia, oltre quelle già presenti. Enrico Benedetti, presidente Ascom locale e decano degli imprenditori, lancia l’allarme e sottolinea l’anomalia della situazione. Benedetti parla di «miracolo distributivo che viene dal lontano oriente». «Stiamo vivendo una fase epocale dove è evidente lo sbilanciamento tra domanda e offerta – commenta Enrico Benedetti – Il mercato è saturo e di continuo le attività, anche di consolidata esperienza, chiudono i battenti. Al contrario, gli operatori cinesi continuano ad aprire attività di medio-alte cubature, andando ancora di più a riempire un mercato già di per sé saturo». Le grandi confederazioni del settore hanno già diffuso dati, a prescindere dalle implicazioni localistiche, dai quali si evince che, in diversi casi, l’impianto di esercizi di matrice orientale hanno posto problemi in materia di sicurezza sui prodotti, igienico-sanitaria, contributiva, tributaria e di altra natura. «È vero che le normative vigenti permettono l’apertura di queste attività – commenta Benedetti – ma è altresì vero che l’anomalia tra domanda e offerta è sotto gli occhi di tutti, e dovrebbe esserlo ancora più dei numerosi organi deputati alla vigilanza e al controllo. Questa drammatica congiuntura, da anni travaglia la nostra economia e noi imprenditori non riusciamo a venirne a capo nell’assillo quotidiano di pareggiare i costi con sempre più magri ed aleatori ricavi, per quanto cerchiamo di arrabattarci in mille modi, studiando ristrutturazioni, cambiamenti, tagli dei costi, innovazioni, promozioni. Come meravigliarsi dopo, se tanti, troppi, nostri colleghi, abbiano deciso di calare definitivamente le serrande ponendo la parola fine ad attività che, in molti casi, erano frutto dell’impegno e del sacrificio di diverse generazioni di imprenditori». Sul territorio tarquiniese già c’è un numero consistente di attività aperte da persone dell’universo cinese. «Non si tratta di un problema di campanilismo – conclude Enrico Benedetti- in un economia che tende sempre di più alla globalizzazione. Qui però stanno saltando tutti i parametri che regolano l’economia ed una leale concorrenza tra le attività. Liberalizzare non significa rinunciare alle attività di controllo».

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