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«Bisogna salvaguardare l’occupazione»

HCS. Dura presa di posizione dei sindacati durante la manifestazione

HCS. Dura presa di posizione dei sindacati durante la manifestazione

CIVITAVECCHIA – «Non si può barattare l’acqua con la vendita della Holding». Lo hanno ribadito questo pomeriggio al presidio dei lavoratori di Hcs e delle Sot, le organizzazioni sindacali. Sindacati che diffidano l’amministrazione dal proseguire «con questa campagna denigratoria nei confronti dei lavoratori della Holding, continuanando a sostenere davanti alla Città che è colpa di questi dipendenti se oggi dovranno pagare ancora una volta la Tia. Se arrivano bollette salate – ha tuonato Fabiana Attig, responsabile territoriale dell’Ugl – è colpa di questa amministrazione che in questi mesi non è stata in grado di produrre un piano industriale». L’unica cosa che dal Pincio sono riusciti a fare, per Attig, è «terrorismo psicologico nei confronti dei cittadini, per metterli contro i lavoratori. E il 20 marzo l’amministrazione dovrà rendere conto di questo davanti al Prefetto». Le parti (sindacati da un lato e Comune dall’altro) sono state infatti convocate per il 20 marzo davanti al Prefetto per l’avvio delle procedure di indizione degli scioperi. «Il problema è serio – ha aggiunto il segretario Cgil Cesare Caiazza – si rischia veramente il fallimento di Hcs e il dissesto del Comune». E se mai si dovesse arrivare a ciò «la nave affonderebbe per tutti: per i lavoratori e per la città con un aumento vertiginoso delle tariffe». E bacchetta, proprio come Attig, il comune per i continui attacchi ai dipendenti delle partecipate. «Bisogna essere seri e responsabili. Non si deve buttare benzina sul fuoco». Sulle dichiarazioni poi, rilasciate nei giorni scorsi dal Partito democratico e dal sindaco Tidei che ha ribadito la sua intenzione di voler portare in consiglio comunale la vendita di Città Pulita, il segretario generale della Cgil avvisa: «Esiste un Referendum che ha visto i cittadini esprimersi per il mantenimento pubblico dei servizi. La vendita non è la soluzione del problema, anzi rischierebbe di aumentarlo con servizi di scarsa qualità, il non mantenimento dei posti di lavoro e l’aumento delle tariffe».
So.Be.

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