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A conti fatti…

Alcune sere fa, dopo aver scorso i programmi del televideo e aver constatato che: “tanto nun fanno gnente!”, andando alla ricerca nei canali minori, di quelli a cui non paghiamo il canone, in una emittente televisiva locale era in atto un dibattito, moderato dal Sig. Massimiliano Grasso, fra il Vice Sindaco Sig. Gino Vinaccia e l’ex Assessore Sig. Cascianelli. Quest’ultimo incalzava il primo sul come amministrare il debito del nostro Comune, e il Vice Sindaco, nascondendo un certo imbarazzo dietro gli occhiali, affermava che l’ammontare delle sofferenze è di ottanta milioni di euro, vicino per altro ai centodieci milioni e quindi alla bancarotta, con tutte le conseguenze del caso che per pietà, credo, nessuno dei due ha elencato. Al di là del diverso schieramento politico ambedue erano d’accordo sull’ammontare del debito, sui tempi remoti in cui si era innescata tale spirale, sul fatto che ogni Amministrazione succedutasi, di qualsiasi colore, avesse sicuramente fatto meglio dell’altra per il risanamento; per cui se ne deduce, che dal dopoguerra, o giù di lì, non si è fatto altro che, come si suol dire, spogliare un altare per vestirne un altro, e quest’ultimo sempre più piccolo, tanto per riuscire a girare l’angolo. Ottanta milioni di euro, che divisi per la popolazione di Civitavecchia, fanno milleseicento euro a testa di debito; quindi la mia famiglia deve ottomila euro, e questo solo al Comune, poi c’è il debito della Provincia, della regione, dello Stato. Sono terrorizzato dal conto finale, perché dovrei mettere sul piatto anche la prima casa… ad andarci bene salviamo le mutande! Qualche volta, parlando con i miei figli, lavoratori con contratti del tipo “mi impegno tanto guadagno poco”, dico che, visto in prospettiva il loro futuro, gli leveranno queste poche cose che io e la mia consorte abbiamo raggranellato; giunti a questo punto, data la situazione, non accadrà a loro, ma a noi genitori. Il fatto è che paradossalmente anche noi siamo responsabili, non fosse che per il fatto di andare a votare, volta per volta abbiamo scelto gli amministratori a cui abbiamo dato mandato e visto che destra, sinistra e centro si sono succedute al Palazzo del Pincio e oltre, nessuno di noi è escluso da tale responsabilità, se non quelli che a votare non ci sono mai, dico mai, andati.

 

Giuseppe Fresi

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