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Aldo Gatti sul depuratore: «Fino al 2001 il registro dei fanghi c’era»

«Dopo i lavori di adeguamento tutto funzionava perfettamente: bisogna capire dove si è inceppato il meccanismo»

«Dopo i lavori di adeguamento tutto funzionava perfettamente: bisogna capire dove si è inceppato il meccanismo»

CIVITAVECCHIA – «Il registro dei fanghi del depuratore è esistito, di sicuro fino al 2001. E’ dal quel periodo in poi che bisognerebbe indagare». Interviene in maniera dura l’esponente del Partito Democratico Aldo Gatti (foto) sulla questione legata all’inchiesta affidata dalla Procura alla Guardia di finanza, per accertare le responsabilità legate al malfunzionamento dell’impianto. Gatti ripercorre le tappe a partire dal 1992: «Sedici anni fa è nato il problema – ha riferito – quando ero assessore ai Lavori Pubblici scrissi alla Procura della Repubblica e alla Regione per chiedere i parametri di uscita dell’acqua e del depuratore, visto che avevamo già la vecchia linea da 124 litri secondo: non ottenni nessuna risposta». Un disagio al quale si accostò quello della discarica inefficiente, sequestrata all’epoca dalla magistratura dopo il famoso alluvione che vide l’immondizia raggiungere il fosso di Guerrucci. «Ricordo che la situazione era drammatica – commenta Gatti – ma evitammo ugualmente che i rifiuti finissero per strada, confinandoli provvisoriamente neo capannoni dei pullman». Tornando al ‘93, l’esponente del Pd racconta che i fanghi finivano a mare mediante la vecchia linea, nonostante per l’adeguamento dell’impianto fosse stato stanziato un finanziamento dalla Regione, non ancora utilizzato per l’adeguamento dell’impianto. «Ci auto denunciammo – ha chiarito – e insieme al ministero trovammo una soluzione per arrivare alla futura deroga che ci consentì di scaricare a mare in attesa della messa a norma del depuratore». Nacque così la 172 del 1993, adottata poi in altri Comuni 0quale deroga alla tabella A sulle acque di scarico, manna dal cielo per i Sindaci timorosi di mettere mano a un problema troppo grosso per loro. A Civitavecchia e in altre realtà arrivò il coraggio per procedere con interventi di riparazione. Cadde la giunta De Angelis e con Tidei sindaco il depuratore, sempre secondo Gatti, scaricava a tabella poiché le DEPURATOREopere erano già terminate. «Secondo il direttore dei lavoro – ha fatto sapere Aldo Gatti – una fossa per l’accumulo dell’acqua sporca in attesa di depurazione ci avrebbe aiutato, ma l’allora Sindaco e l’ingegner Grisolia optarono invece per il raddoppio del depuratore, spendendo 12 miliardi delle vecchie lire». L’ex consigliere ora si interroga: «Nonostante gli sprechi, il depuratore fino al 2001 ha funzionato, cosa è successo dopo? – e ancora – cosa ha fatto la Regione con i soldi che ha investito?». Per Aldo Gatti la situazione è chiara: «Senza la scrematura dei fanghi la città vive grossi disagi. Occorre subito riattivare il sistema di raccolta, senza ‘‘nascondere gli odori’’ ma evitando problemi di sanità pubblica, che di questo passo non mancheranno di certo».

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