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Alla stazione è allarme sicurezza e ambiente

Sos di residenti e pendolari per il degrado in cui versa l’area circostante i binariMacchine abbandonate, cumuli di inerti, baraccopoli in legno a rischio incendio hanno trasformato la superficie in una discarica Nuovo appello a Trenitalia e alle istituzioni competenti affinché venga bonificata la zona

Sos di residenti e pendolari per il degrado in cui versa l’area circostante i binariMacchine abbandonate, cumuli di inerti, baraccopoli in legno a rischio incendio hanno trasformato la superficie in una discarica Nuovo appello a Trenitalia e alle istituzioni competenti affinché venga bonificata la zona

TARQUINIATARQUINIA – Macchine abbandonate, cumuli di inerti, vernici e traversine come fosse una vera e propria discarica. E come se non bastasse, pezzi di persiane che rischiano di cadere sulla testa dei passanti, o, nella migliore delle ipotesi, invadono i binari come se tutto fosse normale. Dulcis in fundo, una vera e propria baraccopoli in legno e lamiere che fa bella mostra di sè ai margini dei marciapiedi, minacciando di dare origine ad un vero e proprio incendio al primo caldo che la stagione inizierà a regalare. Non siamo nel terzo mondo, ma solo alla stazione di Tarquinia, luogo di transito, per eccellenza, per i tanti turisti che non vedono l’ora di approdare nella assai decantata cittadina etrusca, patrimonio dell’Unesco, culla dell’Alto Lazio che però, di magico e interessante ha ben poco da offrire ai viaggiatori. Almeno al primo impatto. Lo scenario che si apre ogni giorno ai pendolari e ai tanti turisti che approdano alla stazione di Tarquinia è quello di un territorio abbandonato a sè stesso, privo delle benchè minime norme per la sicurezza che un luogo a così alta frequentazione dovrebbe avere. Ne hanno di che lamentarsi i vari comitati di pendolari che proprio nei giorni scorsi sono scesi in piazza per chiedere maggior rispetto e maggiore considerazione del territorio, privato anche delle fermate dei treni regionali ad alta frequentazione. Il dito è puntato contro Trenitalia che «evidentemente – lamento in tanti – si è del tutto dimenticata dell’importanza di Tarquinia e Montalto di Castro». In gioco non c’è soltanto la questione dei disagi dei pendolari costretti a fare i conti con una biglietteria perlopiù chiusa, ritardi impossibili e quant’altro; ma anche la sicurezza di chi attende l’arrivo del treno sul binario 1, sperando di non essere colpito alla testa da un pezzo di persiana. O di chi, piuttosto, scendendo sul binario 2 rischia di trovarsi nel bel mezzo di un incendio che potrebbe avere risvolti tragici. Le macchine abbandonate, diventano poi, dormitorio ideale per extracomunitari e nomadi, rendendo per niente tranquilla la stazione, soprattutto nelle ore notturne. E che dire poi di inerti, batterie abbandonate e cavi elettrici scoperti? «Una vera indecenza – reclamano i tarquiniesi – di fronte alla quale non si può più fare finta di nulla. Le istituzioni competenti, Trenitalia in primis, dovranno darci risposte concrete entro tempi brevi».
Ale.Ro.

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