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Allarme in città sul fronte sicurezza

CIVITAVECCHIA – Semafori caduti o fuori uso e traffico in tilt, mura storiche deturpate da scritte vandaliche e auto parcheggiate prese di mira da adolescenti barbari demolitori e poi ancora furti a pubblici esercizi, scippi e aggressioni tra minorenni.
Nessuna esagerazione, è la sommatoria di quanto settimanalmente accade a Civitavecchia, una città che non raggiunge i 60 mila abitanti ma che, in quanto ad episodi criminosi, sembrerebbe non aver nulla da invidiare alle periferie di una metropoli.
Una situazione molto spesso taciuta, in nome del principio secondo il quale sarebbe giusto giocare la carta del privilegio, soprattutto nel confronto ad alti livelli istituzionali con le realtà limitrofe.
Eppure gli episodi spiacevoli accadono con una certa frequenza, come quello che ha visto i residenti della centralissima via Mazzini temere per le sorti delle loro auto in sosta. Non parliamo poi delle già tanto raccontate aggressioni tra giovanissimi: minori che finiscono al pronto soccorso con una assiduità tale da non riuscire più a giustificare la sporadicità dei casi. Tutto questo mentre il decantato tavolo sul bullismo, inventato dal Comune, continua a rimanere pura teoria e le divise delle forze dell’ordine scarseggiano nelle strade e tra la gente. SEMAFORO
I controlli si limitano al codice della strada, e solo di rado interessano i gruppetti di adolescenti che a volte operano dannosamente a ruota libera, nelle centralissime strade della città. La gente ormai avverte il disagio, aggravato ancor più dalla sensazione di non sentirsi tutelata abbastanza.
Sulla questione è intervenuto il delegato alla Sicurezza, Pasquale di Casimirro: «Sono in corso delle iniziative per sensibilizzare il controllo del territorio – ha fatto sapere – insieme al Sindaco stiamo elaborando un programma in base al quale poter riunire tutte le forze di polizia che fortunatamente in città ci sono, arrivando ad intensificare le attività di prevenzione in maniera coordinata».
Al di là delle considerazioni, rimangono i fatti, che purtroppo non depongono in alcun modo a favore di chi ha la responsabilità di garantire il quieto vivere ai cittadini, che di disagi e male azioni ne hanno fin sopra i capelli. Qualcuno però ancora parla di isola felice, preferendo magari aspettare che si raggiunga il livello massimo di allarme, prima di provvedere ad intensificare l’attività di prevenzione che, se esiste, sicuramente non appare affatto sufficiente.

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