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Arrivano le Pari Opportunità anche per le dipendenti dei Comuni dell’Etruria

Al via il Progetto MVD – Miglioramento Vita delle Donne

Al via il Progetto MVD – Miglioramento Vita delle Donne

Dopo il successo del progetto TUCIT, Cultura di Impresa il 13 maggio ha avviato, a Ladispoli un nuovo progetto sulle Pari Opportunità nel mondo del lavoro rivolto a tutte le dipendenti del Comune. Inizia così un processo virtuoso che porterà alla costituzione degli organismi Pari Opportunità previsti dalla normativa vigente. Il Sindaco Paliotta ha aperto ufficialmente il primo incontro incoraggiando tutte le partecipanti del Comune a rendersi attrici e protagoniste di una nuova visione di organizzazione del lavoro all’interno della Pubblica Amministrazione. Partecipano al progetto anche i Comuni di Cerveteri, Santa Marinella, Tolfa e Civitavecchia, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa promossa dalla Provincia di Roma. Il progetto mira ad elevare la qualità della vita delle donne nel mondo del lavoro pubblico e ad allineare l’organizzazione interna delle pubbliche amministrazione coinvolte con il dettato normativo. Tutti gli Enti locali devono per legge dotarsi di organismi quali delegate Pari Opportunità, Comitati Pari Opportunità e di un Piano Triennale di azioni positive. Il sistema ipotizzato dal legislatore permette di gestire i processi di crescita professionale in un’ottica di genere, conciliando gli impegni lavorativi con le cure familiari sia per le donne che per gli uomini. Asili Nido e telelavoro alcuni degli strumenti da utilizzare per migliorare il benessere all’interno del mondo del lavoro e della famiglia. Il 15 maggio sono convocate a Case Grifoni anche le dipendenti del Comune di Cerveteri che sotto la guida esperta dell’avvocato Rosellina Madeo, Consigliera Provinciale P.O., discuteranno della applicazione della Direttiva della Presidenza del Consiglio del 23 Maggio 2007. Poi sarà il turno degli altri Comuni. “Entro fine luglio contiamo di portare tutti e cinque i Comuni dell’Etruria a costituire gli organismi di P.O. – afferma Alessandra Romano coordinatrice del progetto – così da settembre inizieremo a lavorare con le Delegate P.O. e i Comitati P.O. a nuovi progetti finanziati dalla L. 125 per migliorare la vita delle donne e degli uomini che vivono e lavorano in Etruria nel pubblico e nel privato.” La Direttiva rappresenta Il quadro strategico in cui si inserisce il progetto MVD – Miglioramento della Vita delle Donne – “Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche”. Il Progetto MVD si propone di accompagnare i cinque comuni dell’Etruria Romana (Civitavecchia, Ladispoli, Santa Marinella, Cerveteri e Tolfa), nel processo di cambiamento della cultura della gestione delle politiche di genere, modellizzando un percorso virtuoso che possa rappresentare una best-practice per altre le altre Pubbliche Amministrazioni La Direttiva parte del principio che il mutamento sociale e tecnologico rende imprescindibile la valorizzazione delle persone, donne e uomini, ed è un fattore cruciale per migliorare la capacità della pubblica amministrazione rispondere con più efficacia ed efficienza ai bisogni delle cittadine e dei cittadini. La Direttiva si inserisce nella logica dell'”Anno europeo delle pari opportunità per tutti” che sono basati su quattro assi: diritti, riconoscimento, rappresentanza, rispetto, ed e’ destinata ai vertici delle amministrazioni pubbliche ed in particolare alle funzioni del personale e presenta sei azioni ognuna della quali si caratterizza per un accento di particolare interesse e novità. Infatti, nelle azioni della Direttiva i principi delle pari opportunità trovano puntuali riscontri in indicazioni organizzative. Diamo qui di seguito un riassunto delle azioni della direttiva evidenziandone gli accenti di novità.
La prima azione “eliminazione e la prevenzione delle discriminazioni”, cambiando l’ottica consueta, mette in particolare risalto la prevenzione delle discriminazioni; mentre la seconda “adozione dei piani triennali di azioni positive” mette in risalto la pianificazione delle azioni positive che diviene un principio di base per l’azione di sviluppo del personale e della formazione che viene messa al centro della direttiva con l’accento posto sulla mappatura delle competenze professionali definito “strumento indispensabile per conoscere e valorizzare appieno gli apporti delle lavoratrici e dei lavoratori” e, quindi, organizzare i tempi di vita e di lavoro con ottiche differenti (azione 3 “organizzazione del lavoro”). La funzione conoscitiva come base per decisioni oggettive ha risalto con l’accento posto sul monitoraggio degli incarichi e sulle azioni correttive per ristabilire l’equilibrio della presenza e della retribuzione fra donne e uomini nelle organizzazioni e sulla rilevazione sessuata delle statistiche per dare evidenza ai fenomeni di discriminazione (azioni 5 e 6 della direttiva).
Particolare attenzione, infine deve esser data nella valutazione del potenziale di innovazione espresso dalla direttiva, al forte richiamo all’istituzione del bilancio di genere che” prevede che all’interno dei programmi, delle azioni e delle politiche di bilancio, entrate e le uscite siano valutate e ristrutturate in modo da prendere in considerazione le priorità e le necessità delle donne allo stesso modo che quelle degli uomini, con l’obiettivo finale di realizzare una parità effettiva”.

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