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Ater, stabile fatiscente a via Betti

CIVITAVECCHIA – Se è guerra ormai aperta tra l’Ater ed il Pincio, gli inquilini degli stabili popolari continuano a vivere in situazioni di totale degrado. Lo dimostrano le famiglie del palazzo di via Lorenzo Betti 7. Nonostante gli appelli, le reiterate richieste di intervento, le sollecitazioni, dall’Ater nessuna risposta concreta è giunta in questi anni. Le case continuano infatti a cadere a pezzi, ed ogni giorno che passa la situazione è sempre più critica. Il sentore lo si ha già al portone di ingresso: basta alzare gli occhi per vedere lo stato di abbandono della facciata. Ma è negli appartamenti che si riscontrano i maggiori problemi. «Mi piove in casa – ha spiegato Sandra Visciola, con appartamento al quarto piano – in camera da letto l’umidità e le infiltrazioni dal terrazzo mi stanno massacrando. La notte mi sveglio con il rumore delle gocce che cadono: abbiamo dovuto posizionare due recipienti per raccogliere l’acqua e metterci dentro due asciugamani per attutire il rumore». Più volte la signora ha allertato l’Ater. Dopo alcuni mesi sono giunti due tecnici, poi è stato messo in atto un intervento di ripiego sul terrazzo che non ha risolto nulla. E la situazione è peggiorata con la macchia di umidità che si sta allargando. «Non riesco a respirare bene – ha aggiunto – e le ossa ne risentono di questa situazione». E così, tra un calcinaccio che cade ‘‘fortunatamente’’ sul pavimento di casa e non sul marciapiede, tra l’umidità che invade tutte le stanze, tra le mattonelle del pavimento e le maioliche alle pareti che si alzano, c’è chi parla anche di particolari e non certo ben gradite ‘‘visite’’. «Ci siamo trovati spesso scarafaggi in casa – ha spiegato Massimiliano Ciliberti, al primo piano – e non è raro, specie quando piove, ricevere la visita anche dei topi. La sera, dal bagno, sentiamo strani rumori. Qua è diventato intollerabile. Sono anni ormai cheDEGRADO abito qui e la situazione non è mai cambiata. Nessuno ci ascolta». «Eppure – ha aggiunto Antonella Sinopoli – l’affitto lo paghiamo e lo vogliono anche in tempo. Io ho due bambini. La più piccolina, di soli tre anni, soffre d’asma e con l’umidità che abbiamo in casa non le fa certo bene, anzi». E così gli abitanti del palazzo, 12 famiglie, cercano per quel che possono di arrangiarsi da soli, ma non è semplice. «Ogni anno siamo costretti a rimbiancare le pareti, a dare una rinfrescata – ha spiegato la signora Alberta Cherchi – ma questo non risolve certo le cose. Qui – ha spiegato indicando le mura della cucina – ci salviamo perché batte il sole, ma nella zona notte è impossibile vivere». Lo stabile risale al 1945 ma, a giudicare dalle condizioni di fatiscenza all’esterno come all’interno, da allora non è stata fatta alcuna opera di manutenzione. «L’unica cosa che chiediamo – hanno aggiunto – è che qualcuno si interessi della nostra situazione ed intervenga».

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