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Autovelox, polemica tra giudici di pace e vigili

S. Marinella. L’avvocato Nunziata Monello replica duramente al comandante Jacobazzi sulla legittimità del dispositivo di rilevazione della velocitàLa vicepresidente della confederazione di categoria ribadisce la competenza a sindacare su un decreto del prefetto I magistrati di Civitavecchia si attendono le pubbliche scuse dalla municipale: «Le opinioni rese sono inaccettabili»

S. Marinella. L’avvocato Nunziata Monello replica duramente al comandante Jacobazzi sulla legittimità del dispositivo di rilevazione della velocitàLa vicepresidente della confederazione di categoria ribadisce la competenza a sindacare su un decreto del prefetto I magistrati di Civitavecchia si attendono le pubbliche scuse dalla municipale: «Le opinioni rese sono inaccettabili»

SANTAdi ALESSANDRO D’ALESSIO

SANTA MARINELLA – L’Autovelox di Santa Marinella continua a far discutere.
Una risposta al vetriolo quella dell’avvocato Nunziata Monello, vicepresidente della Confederazione Giudici di Pace, che risponde alle dichiarazioni del comandante dei vigili urbani in merito alla polemica sulla legittimità degli autovelox posti sulla statale Aurelia.
Tutto iniziò da un comunicato della Fiamma Tricolore, che dichiarando l’illegitimità del rilevatore, citava a proprio sostegno una sentenza del giudice di pace, che accoglieva il ricorso di un automobilista.
A seguito di tale denuncia, è giunta la replica del comando dei vigili, che invece sosteneva la non sindacabilità di un atto amministrativo come la contravvenzione da parte del giudice di pace, data la sussistenza di un decreto prefettizio sindacabile solo dal Tar.
Tale replica ha provocato la secca reazione della categoria, rappresentata dall’avvocato Monello.
«Le opinioni rese dal comandante della polizia municipale di Santa Marinella – dichiara l’avvocato – a seguito dell’annullamento di alcune sanzioni amministrative da parte dei giudici di pace, sono inaccettabili».
«Nel rilevare che sussistono strumenti di impugnazione avverso i provvedimenti giurisdizionali consentiti dall’ordinamento quali la proposizione dell’Appello ovvero il ricorso per Cassazione – proseguono i giudici – vogliamo precisare che non è consentito ad alcuno di utilizzare espressioni denigratorie, ingiuriose e larvatamente minatorie nei confronti delle Istituzioni, specie se lesive dell’onorabilità, del prestigio e dell’autonomia della funzione giurisdizionale e delle persone che la esercitano».
Entrando nel merito della vicenda, la polizia municipale sostiene che la sindacabilità del decreto del prefetto sia di esclusiva competenza del Tar, mentre i giudici di pace si dichiarano competenti essendo tribunale ordinario di primo grado.
I giudici, nello stesso tempo, specificano a chiare lettere che l’istituto del giudice di pace è equiparato a quello del giudice di primo grado, e diffidano il comando dei vigili dal delegittimare le proprie sentenze, reputando le affermazioni del comando come autentiche denigrazioni nei confronti di chi per i cittadini, rappresenta la giustizia.
I giudici di pace di Civitavecchia si attendono adesso pubbliche le pubbliche scuse, riservandosi di tutelare il loro onore e la loro autonomia con gli strumenti previsti dall’ordinamento giuridico. 

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