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Biagini sulla Asl Rm/F: «In 3 anni aumento delle prestazioni erogate»

Il direttore generale traccia un bilancio in una tavola rotonda tenutasi a Rignano Flaminio. «Siamo riusciti a tenere in piedi strutture e attività con carenze di personale croniche. Da noi lavora solo personale cosciente e motivato». Il sindaco Coletta ha ringraziato il direttore sanitario di Civitavecchia per la riapertura del Poliambulatorio nella cittadina romana 

Il direttore generale traccia un bilancio in una tavola rotonda tenutasi a Rignano Flaminio. «Siamo riusciti a tenere in piedi strutture e attività con carenze di personale croniche. Da noi lavora solo personale cosciente e motivato». Il sindaco Coletta ha ringraziato il direttore sanitario di Civitavecchia per la riapertura del Poliambulatorio nella cittadina romana 

    di MATTEO MARINARO

CIVITAVECCHIA – È tempo di bilancio per la Asl Roma F di con il direttore Generale Marco Biagini che tira le somme del triennio aziendale in occasione di una tavola rotonda tenutasi a Rignano Flaminio alla presenza del Presidente della Commissione Sanità della Regione Luigi Canali. All’incontro erano presenti anche il consigliere regionale Alessio D’Amato (autore del libro “Lady Asl. La casta della Sanità, fatti e misfatti) e il sindaco di Rignano Flaminio Ottavio Coletta, che ha ringraziato Biagini per l’impegno profuso nella realizzazione del nuovo Poliambulatorio specialistico, un progetto che era fermo dal 1995. «C’è stato un netto incremento quantitativo e qualitativo delle prestazioni – hanno commentato dalla Asl – con punte di eccellenza nel Distretto F4 per quanto riguarda la Diagnostica per immagini, la Broncopneumologia, Il Servizio Tossicodipendenze. Un aumento medio del 20% in più ogni anno. Non è poco se si considera la cronica carenza di personale e l’espansione demografica in atto nel territorio». Stando a questi dati sembra quindi un brutto ricordo il gap che due anni fa divideva il distretto di Civitavecchia dalle altre Asl del Lazio. Il resta comunque la carenza di personale, nonostante precisano dalla Asl, i dipendenti siano ‘‘lavoratori provetti’’. «Siamo riusciti a tenere in piedi – prosegue Biagini – strutture e attività solo perché da noi lavora personale cosciente e motivato: si pensi che alcuni servizi primari all’utenza sono erogati da strutture con pochissime unità in organico e noi non dovremmo mai smettere di ringraziarli». Insomma dati positivi, dimostrati anche dalla riapertura ex SEDEnovo o riapertura (utilizzando al meglio le risorse economiche dell’ex articolo 20) di servizi che erano assenti da anni, più che necessari per i cittadini. Fondamentale poi sarà il ruolo che il nostro distretto sanitario giocherà in un futuro fatto sempre di più di decentramento dalle strutture capitoline con la Asl Roma F che di fatto sarà in prima linea perchè azienda sanitaria di confine. «La nostra politica sanitaria in questi anni – concludono – è stata in linea con questa filosofia: una ASL che conta 28 comuni disseminati su quattro grandi direttrici viarie (Aurelia, Cassia, Flaminia e Tiberina) e che va da Civitavecchia a Torrita Tiberina ha di per sé una vocazione ‘territoriale’. Una politica sanitaria che vuole recuperare alla sfera pubblica molte delle linee di assistenza e di prevenzione che le sono proprie».

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