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Bombardamento, l'importanza della memoria

CIVITAVECCHIA – Sono trascorsi ben 65 anni da quel tragico 14 maggio 1943, il giorno del primo bombardamento su Civitavecchia ad opera delle truppe alleate. Oggi la città ha voluto ricordare questo drammatico momento, consapevole di come sia importante non dimenticare le proprie radici e la propria storia, anche se si tratta in questo caso di una delle pagine più tristi. Alle 11 autorità civili e militari, con in testa il sindaco Gianni Moscherini e il comandante del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito, Giovanni Di Federico, insieme a rappresentanze di forze dell’ordine, associazioni dei combattenti, esponenti politici e semplici cittadini si sono dati appuntamento al monumento ai caduti in via Mazzini per deporre una corona e COMMEMORAZIONEproseguire poi a piazza Vittorio Emanuele e alle lapidi all’interno del cimitero di via Aurelia Nord. “Dopo sessantacinque anni, la nostra città non ha ancora recuperato la sua identità culturale, come la chiesa di Santa Maria o la Rocca Medievale – ha spiegato il delegato alle Forze Armate Enrico Bruno – cercherò di sensibilizzare l’amministrazione attuale su questi recuperi, perché per avere un futuro migliore, è necessario ridare valore al passato”.

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