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Bufera nel Pd

CIVITAVECCHIA – Le nomine dei vertici delle società portuali, il tesseramento, la scarsa sinergia nelle scelte e nelle iniziative da mettere in campo. Sono questi i problemi di cui soffre, ultimamente, il Partito Democratico. Li hanno sottolineati prima Alessio Gatti e Nicola Porro, poi Marietta Tidei e infine Mauro Guerrini. Che il Pd sia in un momento di difficoltà strutturale è un dato di fatto ampiamente avvertito da una buona parte dell’opinione pubblica – ha spiegato quest’ultimo – ancora una volta ci troviamo, a livello locale, ad un dibattito riduttivo “di bottega” che attiene esclusivamente alle modalità del futuro tesseramento. Non è questo il modo di aiutare il Pd nella strada dell’innovazione, della compattezza e concretezza. Il futuro di un partito nuovo non può essere affidato solo ad una guida verticistica, anche se valida, e non può ripetersi in una vecchia e consunta logica spartitaria del potere”. Secondo il consigliere comunale Guerrini, infatti, la ricetta giusta è quella di coinvolgere attivamente nelle sedi appropriate soprattutto quella che storicamente e politicamente veniva definita la base, ossia la gente. Concetto dal quale è partita l’analisi anche dei colleghi Porro e Gatti, i quali hanno evidenziato la necessità di portare iscritti al Pd, non tessere a una componente. “Pretendiamo però – hanno aggiunto – di poter sviluppare senza condizionamenti idee e programmi. Contribuendo così a liberare le troppe energie prigioniere di anacronistiche fedeltà, di stantie visioni della politica, di identità costruite soprattutto su interessi privati e contingenti. Allo stato registriamo delusione, preoccupazione, ma anche la volontà di rimettere in moto la macchina in forme nuove e più coraggiose. E’ opinione diffusa che al Pd di Civitavecchia non serva censire un esercito di anime morte per legittimare ambizioni egemoniche. Ci servono militanti più che tesserati, ci serve passione più che posti da scambiare”. Una critica dura che non è piaciuta all’altro consigliere del Pd, Marietta Tidei, la quale pur condividendo con Gatti e Porro la necessità di uscire da anni di lotte che hanno lacerato il partito e che hanno impedito la crescita di un reale rinnovamento del quadro dirigente, non è d’accordo invece “nel voler attribuire sempre agli altri le responsabilità dei fallimenti e dei problemi del partito – ha spiegato – è facile ergersi a censore dei comportamenti altrui ma alle dichiarazioni di principio bisognerebbe far seguire azioni e comportamenti coerenti. Auspico che le sterili polemiche di questi giorni lascino il posto all’iniziativa politica e ad una reale azione di opposizione contro l’attuale amministrazione che in più di un anno non ha concluso nulla”.

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