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Camera iperbarica, una struttura da riaprire subito

Gianfranco Forno

 

Negli ultimi due giorni, la stampa locale attraverso gli interventi del Comandante del Roan, Tenente Colonnello Emilio Errigo e della Delegata al Port Hospital, avv. Roberta Sacco, ha ripreso l’argomento della mancanza di una struttura medica di emergenza nel nostro porto. Soprattutto il Comandante Errigo, che da anni vive da protagonista i problemi del nostro porto, ribadisce, per l’ennesima volta, la mancanza in porto di un’ambulanza, della camera iperbarica e di un centro di pronto soccorso. L’avv. Sacco, da parte sua, dichiara la disponibilità del presidente dell’Autority Ciani ad individuare le risorse necessarie per realizzare un progetto sulla base di un protocollo d’intesa. Al riguardo, è opportuno precisare che di protocolli di intesa ne esistono almeno due. Il primo fu firmato da Moscherini, De Sio, Storace e dal Commissario dell’ASL RMF, Pasta. A tale documento seguì una delibera della stessa Azienda sanitaria, regolarmente approvata dalla Regione Lazio nel dicembre 2004 e una del Comitato Portuale che stanziò un finanziamento di 500.000,00 €uro, identificando anche l’area nella quale realizzare il progetto pilota di “Polo di eccellenza di Medicina del mare”, intitolato a Francesco Forno. Il cambio amministrativo in regione ha affossato protocollo d’intesa e le due delibere, con la revoca del finanziamento dell’Autority e di tutto l’iter progettuale, compresa la ormai predisposta gara europea (costata al contribuente circa 70.000,00 euro) per l’affidamento ad una società a maggioranza pubblica, ma con gestione privata, del Polo d’Eccellenza. Fino al 2005 l’Associazione Volontari Francesco Forno ha gestito, dalla sua realizzazione, la camera iperbarica. L’ampliamento del porto ha provocato, tra l’estate del 2006 ed il 2007 il trasferimento della struttura iperbarica, in un’area portuale situata in prossimità della statale Aurelia (nelle vicinanze dell’attuale comando della Polizia Stradale), con ulteriori costi. L’Autorità Portuale, dopo il nuovo collaudo, e i colloqui intercorsi con la dirigenza dell’ASL RMF, ha predisposto un provvedimento (che da tempo è all’ordine del giorno del Comitato Portuale) per la consegna della camera iperbarica, in comodato gratuito all’Azienda sanitaria. Nel frattempo, per il 2006 ed il 2007 il servizio di emergenza iperbarica è stato sospeso e, speriamo, possa essere ripreso con l’estate di quest’anno. Per la gestione della camera iperbarica sono, da tempo, interessati soggetti privati del settore sanitario specifico e la Croce Rossa Italiana. Da notizie di stampa, il protocollo d’intesa di cui parla l’avv. Sacco dovrebbe riferirsi alla proposta fatta dall’Associazione Michelangelo e dalla società omonima. L’interesse dell’Associazione Volontari Francesco Forno è che la struttura iperbarica venga riaperta subito (anche se successivamente ricompresa nel Port Hospital), che Civitavecchia, che per il centro iperbarico venga confermata l’intitolazione a Francesco Forno e che la nostra città sia finalmente dotata di una struttura sanitaria portuale necessaria senza che vengano disperse le professionalità già acquisite nel settore e non siano stati spesi invano oltre mezzo milione di euro da parte dell’Autorità Portuale.

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