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Caso Arci, il Tar dà ragione a Moscherini

Civitabella, che si era opposta al provvedimento di sfratto emesso dal primo cittadino, si è vista negare la sospensiva. Il sindaco sul ricorso: «Questo serva da lezione a chi assume atteggiamenti mistificatori»

Civitabella, che si era opposta al provvedimento di sfratto emesso dal primo cittadino, si è vista negare la sospensiva. Il sindaco sul ricorso: «Questo serva da lezione a chi assume atteggiamenti mistificatori»

MUNICIPALE

di MATTEO MARINARO

CIVITAVECCHIA – È giunta soltanto tre giorni fa, direttamente dal Tar del Lazio con l’ordinanza n.5839/07, la notizia del rigetto della domanda di sospensiva dell’ordinanza comunale di sgombero dei locali dell’Arci all’interno del parco ‘‘Yuri Spigarelli’’ per motivi di sicurezza. Le cause che hanno portato all’esito negativo della sospensiva, hanno riguardato sia la pretesa esistenza da parte dell’associazione del fumus bonis iuris (cioè che il diritto vantato esista in concreto) perché si voleva il ripristino della situazione antecedente all’ordinanza comunale, sia la richiesta di danno subito anche dalla Cooperativa Civitabella dopo lo sgombero dei locali. «Mi auguro che questo verdetto, serva a riportare la vicenda nell’argine della realtà delle cose – ha dichiarato il sindaco Moscherini – l’Amministrazione è stata sottoposta ad assedio mediatico per settimane e io sono stato dipinto come una specie di aguzzino che sfrutta disabili». Da Palazzo del Pincio fanno sapere quindi, che il rigetto della sospensiva assume i tratti di un boomerang, che si è ritorto contro chi con un inqualificabile comportamento ha tentato di strumentalizzare la disabilità per tornaconto politico. «Spero che la lezione serva – conclude il Sindaco – perché si eviti, in futuro, di dar vita a simili operazioni di mistificazione».

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