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Caso Frignani, sorpresa nel processo

Dalla consulenza medica e chimica risulta che la vittima avesse fatto uso di stupefacenti: i legali puntano all’eccesso di difesa Punto a favore della difesa che mira a smontare l’ipotesi di volontarietà del gesto

Dalla consulenza medica e chimica risulta che la vittima avesse fatto uso di stupefacenti: i legali puntano all’eccesso di difesa Punto a favore della difesa che mira a smontare l’ipotesi di volontarietà del gesto

di BARBARA LA ROSA

CIVITAVECCHIA – Un vero colpo di scena quello accaduto ieri nel processo per omicidio volontario a carico del Santamarinellese Stefano Frignani. Nell’udienza dedicata all’ ascolto dei consulenti tecnici del Pm, è emerso un particolare importante in grado, nell’ottica della difesa, di mettere in discussione la dinamica degli eventi occorsi la sera del 18 gennaio scorso all’ interno del noto locale Sunrise Ranch, nei pressi di Santa Marinella. La consulenza medica e chimica effettuata sul corpo di Massimo Pietroni, ha accertato che lo stesso Pietroni, non solo quella sera, ma anche precedentemente, avesse fatto uso di sostanze stupefacenti. Circostanza, questa, che consegna un bel punto a favore della tesi sostenuta dal collegio difensivo composto dagli avvocati Giosuè Bruno Naso, Paolo Tagliaferri e Salvatore Sciullo, i quali sono interessati a far conoscere al Collegio una verità processuale difforme da quella oggetto della presente accusa. La strada è quindi quella di smontare l’ipotesi di volontarietà del gesto, appellandosi invece ad un eccesso di difesa personale.Terminato l’ ascolto dei consulenti tecnici, il processo è stato rinviato al 7 novembre prossimo. In quella data saranno escussi gli ultimi testi del Pubblico Ministero.

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