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Caso Galeotti, questione risolta

OSPEDALECIVITAVECCHIA – Svolta nella vicenda riguardante il signor Valentino Galeotti, ricoverato dal 4 marzo scorso all’ospedale San Paolo a seguito di un arresto cardiaco di 7 minuti e di successivi 45 giorni di coma. Il 69enne civitavecchiese è rimasto per diversi giorni in una situazione di stallo, con le figlie che lamentarono una carenza di attenzione da parte delle strutture sanitarie, che avrebbero in qualche modo ritardato il percorso riabilitativo dell’uomo. Inoltre la difficoltà di reperire un letto all’ospedale San Giovanni di Roma, dove Valentino Galeotti, uscito secondo i medici miracolosamente dal coma, avrebbe dovuto fare le opportune terapie neuro-motorie. Sulla questione è intervenuto il quotidiano La Provincia, che all’inizio di questa settimana domandò chiarimenti sia al direttore sanitario e al primario di medicina del San Paolo, sia al direttore sanitario del San Giovanni. Da qui la promessa mantenuta da Antonio Carbone e Gino Turchetti: il paziente è stato trasferito provvisoriamente in una stanza singola del reparto, dalla quale sarebbe stato possibile garantirgli una vigilanza di ventiquattrore, evitando di richiedere ai familiari ogni volta l’allontanamento dal letto in caso di visite mediche. Proprio l’assenza di controllo ha portato Galeotti la scorsa settimana a strapparsi il catetere e la cannula endotracheale, fattori che hanno causato una setticemia che ha rallentato il ciclo delle riabilitazioni. La situazione in soli due giorni si sarebbe sbloccata. Dopo una nuova perizia neurologica disposta al San Paolo, il direttore sanitario dell’ospedale San Giovanni, Adriano Micci, ha fatto sapere di essere pronto a ricevere il degente nella struttura romana per le terapie. «A questo punto siamo pronti – ha fatto sapere Micci – già lunedì il signor Galeotti sarà ricevuto presso il nostro ospedale». Soddisfatte le figlie del signor Valentino: «Non ci sembra vero, visto come si erano messe le cose. Grazie alla redazione de La Provincia e di Rete Oro per l’attenzione dimostrata al caso di nostro padre. Un ringraziamento va anche allo staff di rianimazione e medicina del San Paolo e alla direzione sanitaria. Siamo grate alla struttura del San Giovanni che lo ha accettato. Rimaniamo in attesa di programmare il trasferimento».

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