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Ciani: "Moscherini non è più il padrone del porto"

CIVITAVECCHIA – «Il sindaco dovrebbe preoccuparsi più della città che del porto, senza avere quella sofferenza che si porta dietro da tempo. Dovrebbe pensare a governare con la Giunta che si è scelto e non interessarsi dello scalo marittimo, perché non è più il padrone del porto». Replica così il presidente dell’Autorità Portuale Fabio Ciani all’indomani dell’invito del primo cittadino a lasciare Molo Vespucci «per evitare – come ha spiegato ieri – di fare troppi danni». E così Ciani si è detto meravigliato ed offeso delle parole che gli sono state rivolte contro, nonostante in questi mesi abbia raccolto critiche bipartisan e da parte dello stesso Moscherini e da parte del compagno di partito Pietro Tidei e, da entrambi, anche dei ricorsi contro la sua nomina. «Ricorsi che non mi preoccupano perché senza fondamento – ha spiegato – vorrei essere valutato per gli otto mesi trascorsi alla guida dell’Authority, e di questo vorrei parlare con chi prima inoltra un ricorso contro la mia nomina, poi convoca una conferenza stampa per annunciarne il ritiro e proclamare che io sono il miglior presidente possibile per la città». Il ruolo che ricopre comunque Ciani gli impone di relazionarsi «con le diverse istituzioni, qualunque colore esse siano – ha aggiunto – per sviluppare insieme il nostro territorio». E’ poi tornato sull’episodio che ha scatenato tutta la serie di polemiche sulla sue gestione dell’Authority, ossia la presenza dei dipendenti della Cosepo alla convention di Nicola Zingaretti. «Chi specula su un simile episodio si comporta da vigliacco e dimostra di avere pochi argomenti – ha spiegato Ciani – loro, peraltro appartenenti ad una cooperativa privata, hanno deciso autonomamente il proprio comportamento. Tutti sanno quale è il mio orientamento politico, ma non ho mai usato il mio ruolo di presidente dell’autorità portuale per costringere o sottomettere alla mia idea altre persone. Non ho mai chiesto ai dipendenti dell’autorità portuale per chi votassero o con chi uscissero la sera: le persone vanno valutate per il loro operato nell’Ente e nell’interesse dell’Ente stesso. Sono convinto di non aver mai tradito il ruolo affidatomi basato su comportamenti corretti, lineari e scevri da ruoli politici che se dovesse mai esserci un solo dipendente pronto ad affermare il contrario mi dimetterei all’istante». Un appunto poi Ciani lo ha fatto in merito alla questione di possibili infiltrazioni malavitose all’interno dello scalo. «E’ vero che dove ci sono grandi interessi questa possibilità è più concreta – ha aggiunto – ma siamo fiduciosi nell’operato della Procura e delle forze dell’Ordine. Manterremmo alta la guardia e ci adopereremo al meglio per una capillare opera di prevenzione». 

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