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Civitavecchia alla fine del mondo: parola di Walker

Lo scrittore belga nel suo nuovo romanzo colloca in città una setta ufologica che sparge sosia per l’Italia

Lo scrittore belga nel suo nuovo romanzo colloca in città una setta ufologica che sparge sosia per l’Italia

  di LUCA GUERINI

CIVITAVECCHIA – E’ in uscita nelle librerie italiane “Civitavecchia alla fine del mondo” pubblicato da Zandegù Editore, opera prima del ventottenne belga Mattia Walker. Nonostante la giovane età, l’autore ha già pubblicato tre romanzi e due raccolte di racconti con uno pseudonimo. L’ultima fatica è ambientata in Italia tra gli anni 1995 e 2005, ed è un provocatorio e delirante viaggio che comprende decine di spunti diversi dall’ex- calciatore della nazionale Roberto Baggio e i cerchi nel grano, a Luca Giurato presentatore della trasmissione Rai “Unomattina” e la Madonnina di Civitavecchia. Tutti gli avvenimenti narrati dallo scrittore belga hanno inizio nel settembre 2005, quattro particolarissimi personaggi (Clara la donna-pollo della Tv, Fulvio il sosia di Hulk Hogan, e Salvo) si incontrano per l’inaugurazione del santuario dedicato alla statua della Madonnina piangente di Civitavecchia e verranno a sapere del suicidio del calciatore Roberto Baggio. Da questo snodo si diramano una serie di eventi degli ultimi trent’anni di cronaca che, come è il volere dell’autore, sembrano irrimediabilmente collegate ad un giro di interessi ed affari. C’è dunque per Mattia Walker un destino superiore che è ignoto agli uomini che aleggia anche sulle sorti della nostra città in cui viene ambientato l’atto conclusivo dell’intera narrazione. Civitavecchia è quindi vista come l’apoteosi di questo clima instabile descritto nell’opera. Interessante, per questa chiave di lettura, l’articolo pubblicato ieri sulla presentazione del romanzo da «Il Sole 24ore»: ‘‘E così, anche l’ultima rivelazione del libro – nel suo non rivelare niente o cambiare alcunché – è quella di un paese statico, né condannato né redento. Dove ogni cosa sembra sempre sul punto del crollo, ma niente crolla mai davvero. Avrebbe potuto finire così, e invece. La fantascienza diventa dietrologia: arte nostrana’’.
Queste frasi possono essere lette con un’interpretazione socio-politica con i continui colpi di scena di piazzale del Pincio in cui ogni governo si trova in condizioni di precario equilibrio. In questo panorama è anche molto facile leggere la scelta di concludere il romanzo presso la parrocchia di Pantano uno dei posti italiani più carichi di miracolismo e fanatismo. Il finale proposto da Mattia Walker è infatti vuoto dove tutte le strade portano ad un nulla ad un’incognita che è irrisolvibile anche nel punto in cui tutto pare prossimo ad una soluzione. L’autore belga, infatti, descrive una realtà sociale ricca di aspetti spesso ridicoli se non letti in funzione di un’apocalisse che verrà non si sa quando.
Così la gente, descritta nelle oltre quattrocento pagine in cui si svolge il romanzo, trova unico appiglio nella preghiera ed in una fede smisurata persino negli extraterresti.
Si tratta dunque non di una satira del genere fantascientifico, bensì di un percorso ai margini della vita quotidiana dove tutti i fatti narrati potrebbero quasi essere reali.

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