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Civitavecchia-Roma Termini, due ore di inferno

PENDOLARICIVITAVECCHIA – Il buongiorno si vede dal mattino dice il proverbio. Ma le prime ore della giornata sembrano sempre destinate a guastarsi per i pendolari della tratta ferroviaria Civitavecchia-Roma Termini. Il binario 3 è gremito di persone che attendono il convoglio delle 7,37. La prima sorpresa della giornata, proprio come questa mattina, viene dal tabellone elettronico, che segnala un ritardo di 20 minuti. Alle 7,50 il treno giunge e si parte. I vagoni iniziano a sovraffollarsi nelle stazioni di Cerveteri e di Ladispoli, dove anche il più piccolo spazio viene colonizzato. Ma  stamattina è successo di più. Nei pressi della stazione Aurelia il treno inizia a singhiozzare fino a quando salta la corrente. Buio pesto. Inizia il brusio e i primi segni di impazienza: «Sono malata soffro di claustrofobia – grida una signora – mi manca l’aria…aiuto». Vengono aperti i finestrini. Il treno riparte fino ad arrestare la sua corsa in una stazione non prevista, Roma Aurelia appunto. I passeggeri vengono informati sulla situazione dal capotreno: «Signori c’è un guasto sulla linea, aspettate il prossimo». Ormai le lancette segnano le ore 9.00. Dagli altoparlanti una voce annuncia qualcosa: non si capisce nulla, sono rotti ed il suono è disturbato. Volano parole pesanti e qualche spintone: «Bestie, ci trattate come le bestie – urla un signore verso il capotreno – vergogna!». Improvvisamente, in barba ai cartelli, inizia un pericoloso attraversamento dei binari mentre il treno sopraggiunge. C’è panico. Il treno si ferma. La gente sale caoticamente. Alcune porte sono bloccate. Ci vogliono circa 10 minuti prima di ripartire e distribuirsi nei vagoni. Il treno arriva a San Pietro alle 9,30, dopo due ore di viaggio. Verso l’ora di pranzo il treno per Civitavecchia che transita a San Pietro alle 13,24 arrivava in stazione alle 13,54. Si ricomincia, anche per il ritorno.

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