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Come essere assunti con Nicoletta Braschi

Domani alle 21 nuovo appuntamento con il cartellone di prosa del Traiano: ‘‘Il metodo Gronholm’’

Domani alle 21 nuovo appuntamento con il cartellone di prosa del Traiano: ‘‘Il metodo Gronholm’’

di LUCA GUERINI

CIVITAVECCHIA – Arriva al Teatro Traiano lo spettacolo “Il metodo Gronholm” un testo, quello di Jordi Galceran, che denuncia i problemi del mondo del lavoro. Protagonista sul palco locale sarà Nicoletta Braschi, moglie del premio Oscar Roberto Benigni, la quale ha già toccato questo tema delicatissimo nel film “Mobbing”. A dirigerla sarà Cristina Pezzoli, una regista molto attenta all’attualità che arriva sulla scena con un sincero messaggio morale. L’opera ha già riscosso numerosi successi ed è stata definita dai critici un’efficace meccanismo un po’ pinteriano-beckettiano. La commedia, nata da un episodio realmente accaduto, oggi è conosciuta a livello internazionale ed è arrivata a un milione di spettatori. Il suo talentuoso autore è riconosciuto come uno dei più interessanti drammaturghi contemporanei. In scena oltre alla musa di Benigni ci sono anche Armando De Ceccon, Enrico Ianniello – che ha curato anche la traduzione – e Tony Laudadio, tutti attori di grande esperienza, teatrale e cinematografica. Le scenografie sono curate da Giacomo Andrigo, i costumi da Cristina Da Rold e il disegno luci di Cesare Accetta, per la produzione di Nuovo Teatro. Con l’arrivo, in busta chiusa delle prove sostenute, comincia il gioco, un vero e proprio thriller. La drammaturgia è piacevole e permette un vivo coinvolgimento del pubblico, che ride di gusto di battute amare e si trova continuamente a dover valutare chi dice la verità e chi no, chi dei quattro personaggi è veramente umano o finge, chi è realmente crudele o trash. Pur essendo definibile “ thriller psicologico”, ha il grande pregio di riprodurre in scena ambienti e situazioni comuni a tutti, che viviamo ripetutamente nella quotidianità e ritroviamo sul palco con tutta un’altra suspense. La forza di questo spettacolo è infatti nel suo cinismo che riesce a far risaltare chiara ma mai banale, la possibilità di rispondere “no” alle ingiustizie.

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