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Confcommercio, si dimettono in tre

A lasciare il consiglio direttivo sono Maria De fazi, Maurizio Rocca e Giulio Santoni. "Venute meno gestione democratica e tutela degli associati"

A lasciare il consiglio direttivo sono Maria De fazi, Maurizio Rocca e Giulio Santoni. "Venute meno gestione democratica e tutela degli associati"

CIVITAVECCHIA – «Con tristezza e delusione abbiamo presentato le nostre dimissioni da Confcommercio. Ci siamo sempre battuti a tutela del commercio e della sua importanza nell’economia cittadina. Ma è venuta meno una gestione democratica e una tutela dei propri associati». Queste le parole di Maria De Fazi, Maurizio Rocca e Giulio Santoni, che lunedì scorso hanno rassegnato le proprie dimissioni dal consiglio direttivo dell’organo cittadino informando anche il Presidente Provinciale Pambianchi, sperando in un suo intervento. «Questa scelta è legata sia all’incapacità del Presidente di dare seguito agli indirizzi, sia al comportamento del Segretario che perseguendo esclusivamente i propri interessi ha determinato in brevissimo tempo una disaggregazione e disaffezione insanabile». Ecco il contenuto integrale della lettera:    “Con tristezza e delusione abbiamo presentato le nostre dimissioni da Confcommercio.

Da anni dirigenti dell’organizzazione ci siamo sempre battuti a tutela del commercio e della sua importanza nell’economia cittadina. Ma a Confcommercio è venuta meno una gestione democratica e una tutela dei propri associati. Una percentuale bassa, irrisoria, rispetto a tutte le partite iva presenti, dimostrazione di una politica sbagliata e poco attenta alle esigenze degli imprenditori. Gli organismi dirigenti vengono di rado riuniti, ed in gran parte vanno deserti. Ad esempio non si è mai discusso delle aperture dei nuovi Centri Commerciali, della grande distribuzione, anche per mettere fine a” strane voci” che circolano su gran parte della dirigenza. La mancanza di un sano equilibrio tra le forme distributive presenti sul territorio è solo una delle problematiche che i rappresentanti della nostra categoria devono affrontare. Non possono e non devono essere dimenticati l’incapacità di produrre elementi aggreganti che fungano da attrazione per i croceristi, la mancanza di uno sviluppo commerciale moderno all’interno del Cenro Storico e la mancanza d’attenzione agli esercizi di vicinato anche al di fuori di esso. Per non parlare della riqualificazione del mercato storico attesa non si conta più ormai da quanti anni. Proprio perché rappresentanza significa assunzione di responsabilità, lunedì 25 febbraio Maria De Fazi, Maurizio Rocca e Giulio Santoni hanno rassegnato le proprie dimissioni dal Consiglio Direttivo della Confcommercio di Civitavecchia. La motivazione principale di questa scelta è legata sia all’incapacità del Presidente di dare seguito agli indirizzi che sono emersi nel tempo in sede di Consiglio, sia al comportamento del Segretario che perseguendo esclusivamente i propri interessi ha determinato in brevissimo tempo una disaggregazione e disaffezione insanabile. Di questa Associazione non vogliamo più far parte finchè non prenderà coscienza dei reali problemi dei commercianti ponendo in essere le azioni necessarie per farvi fronte. I commercianti vivono una stagione di difficoltà; se in tempi brevi verranno aperti grandi strutture commerciali, sarà una mazzata tremenda al commercio tradizionale. Di questo vorremmo discutere e parare in Confcommercio.   Inoltre non sussistendo più il numero legale in sede di Consiglio Direttivo, l’Associazione sarà costretta, salvo accorgimenti magici, ad indire delle nuove elezioni in cui i soci potranno decidere chi dovrà assumere l’oneroso incarico di rimettere mano alle tante questioni aperte sul tavolo del commercio cittadino. Di questa nostra decisione abbiamo informato il Presidente Provinciale Pambianchi, sperando in un suo intervento. Speriamo soltanto che le nostre dimissioni convincano a fare altrettanto a chi è legato sclusivamente alla poltrona ed al potere, e possano portare ad un bagno di democrazia che permetta a Confcommercio di riappropriarsi del ruolo che le compete.”

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