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D’Angelo, una presidenza per il ritorno all’ovile

Stefano Giannini, Carolina Gruner, Simone Cervarelli, Lara Cervarelli, Valeria Porro, Alessandro Giordano, Massimo Peluso, Paolo Nirta, Riccardo Giannini, Simone Pazzaglia

Sinistra Giovanile PD

Sarebbe bene, in questa città, che si cominciasse a dare i nomi alle cose ed alle persone, affinchè errori e responsabilità inizino ad esser chiari. Siamo alle porte di uno sciopero generale dei lavoratori, organizzato da tutti i Sindacati uniti. Evento raro e, come minimo, meritevole di un’attenta riflessione da parte del mondo della politica. Il Sindaco Moscherini ed il suo Assessore Monti conducono una campagna di privatizzazione della res publica, dimenticando completamente i rischi a cui sottopongono i lavoratori e le loro famiglie, proiettati soltanto a risolvere i problemi interni alla Maggioranza, rifiutando le legittime istanze di chi, a causa delle logiche di potere, si trova oggi davanti ad una tirannica decisione che mette in dubbio il futuro di molti. Di troppi. Moscherini, per non cadere, mette la Presidenza di quelle che saranno le Holding su un piatto d’argento davanti ad uno dei suoi Consiglieri ribelli, a questo punto divenuto improvvisamente “ex” ribelle. Chissà perché. Già, perché improvvisamente il Consigliere Stefano D’angelo, fino a ieri insofferente a qualsiasi decisione della Maggioranza, è rientrato nel recinto del pastore, riprendendo a pascolare insieme a molti altri Consiglieri così utili alla nostra città, tanto da non aver mai svolto un solo intervento nei consigli comunali. Di alcuni di loro non si conosce nemmeno la voce, se non il palmo della mano alzato nei momenti giusti. Perlomeno Reginella spesso ci diverte con le sue deliranti filosofie.Ma tornando al nostro figliol prodigo, a questo punto futuro Presidente della Holding, ci chiediamo come mai il Sindaco Moscherini, l’Imperatore che si auto eleva a giudice supremo della politica nostrana, a moralizzatore ed attento ricercatore delle responsabilità, vada a scegliere come Presidente uno dei membri del Consiglio di Amministrazione di Etruria Servizi, società famosa, o forse famigerata, per la sua gestione fallimentare.Ci faccia capire, Sindaco. In virtù del “diamoci da fare”, della trasparenza ed individuazione delle responsabilità, lei promette una Presidenza così importante, ad uno dei fautori del fallimento di Etruria Servizi? Forse saremo troppo sospettosi, ma iniziamo a pensare che questa sia una cambiale per riportare all’ovile uno dei suoi giovani ribelli. La preferiamo quando banchetta con l’Enel sopra la città. Almeno lì non prende decisioni, ma le accetta passivamente sulle spalle di Civitavecchia.
Senza entrare nel merito delle questioni poste nella lettera, ai firmatari che bacchettano Stefano D’Angelo per il fallimento di Etruria Servizi – e quindi il sindaco che nonostante questa esperienza negativa lo ha designato alla guida della holding – facciamo notare che tra i molti incarichi ricoperti da D’Angelo non figura quello di consigliere di amministrazione di Etruria Servizi.

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