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Due mesi per un’iniezione, un anziano ci rinuncia

Avrebbe dovuto seguire un ciclo di infiltrazioni per una spalla atrofizzata ma la seconda puntura il Cup della Asl la fissa per luglio. L’ultrasettantenne C.R. deluso dal servizio offerto dalla struttura sanitaria: «Di questo passo concluderei le terapie a gennaio del prossimo anno». Le quattro somministrazioni prescritte dall’ortopedico potrebbero essere distanziate al massimo di pochi giorni, nessuno ne tiene conto

Avrebbe dovuto seguire un ciclo di infiltrazioni per una spalla atrofizzata ma la seconda puntura il Cup della Asl la fissa per luglio. L’ultrasettantenne C.R. deluso dal servizio offerto dalla struttura sanitaria: «Di questo passo concluderei le terapie a gennaio del prossimo anno». Le quattro somministrazioni prescritte dall’ortopedico potrebbero essere distanziate al massimo di pochi giorni, nessuno ne tiene conto

CENTROCIVITAVECCHIA – Una situazione come tante, imbarazzante per non dire tragica, che ancora una volta vede protagonista la Asl RmF ed un utente di età avanzata. Episodi che si ripetono, sconvenienti déjà vu che ripropongono una realtà con la quale i cittadini si trovano quotidianamente a fare i conti e che solo in alcuni casi riescono a renderla meno triste. Al centro della storia questa volta c’è C.R., un uomo ultrasettantenne affetto da anni da una patologia che gli atrofizza una spalla e che lo costringe periodicamente a rivolgersi alle strutture sanitarie per cercare quantomeno di alleviare i suoi dolori. E lo ha fatto anche lo scorso 5 maggio, un lunedì come tanti in cui C.R. è stato ricevuto da un ortopedico dell’Azienda Sanitaria Locale, che ha provveduto dopo un’accurata visita a somministrargli un farmaco tramite iniezione. «Le prescrivo altre quattro punture di questo tipo – avrebbe riferito il medico all’anziano signore prima di consegnargli la classica impegnativa rossa – provveda pure a prenotarsi al centro unificato di prenotazione della Asl che le dirà quando potrà fare le altre infiltrazioni». Da qui nasce il problema. C.R. si reca al Cup e presenta agli operatori dello sportello la sua impegnativa rossa: «Il dottore mi ha prescritto queste quattro iniezioni, vorrei se possibile mettermi in lista d’attesa». La sorpresa è grande, quando all’utente viene chiesto di tornare dal medico dopo due mesi. «Due mesi per una puntura? – avrebbe domandato C.R. – vorrà dire che se tutto andrà bene concluderò il ciclo a gennaio del prossimo anno». Le battute lasciano presto spazio ad una analisi più seria, mentre gli operatori del Cup riescono a concedere un appuntamento al paziente per il 23 maggio. «Comunque il problema non è risolto – spiega C.R. alla Provincia – queste sono punture che andrebbero fatte in successione e in tempi ben definiti, come mi è accaduto in passato». Una questione che inevitabilmente chiama in causa la struttura sanitaria, considerato che in questo caso un utente vittima di ‘‘malasanità’’ si è rivolto alla stampa per denunciare qualcosa di irrazionale, mentre probabilmente altri comportamenti anomali, potrebbero essere passati come regolari in un contesto di poca scrupolosità e scarsa informazione.

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