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Fiorentini sul documento programmatico: "Ha un valore simbolico"

MOSCHERINICIVITAVECCHIA – Mario Fiorentini interviene all’indomani della firma sul documento programmatico: “Ritengo doverosa una riflessione ampia sul dibattito politico di questi giorni perché la “Democrazia Cristiana per le autonomie ” è un Partito aperto a qualsiasi tipo contributo politico purchè al suo interno ci sia dibattito, confronto e condivisione utile nel saper coniugare le diverse posizioni in punto di equilibrio nel rispetto reciproco dei ruoli politici. Questa considerazione la ritengo necessaria per stigmatizzare l’atteggiamento assunto da “ ambiente ed energia” che ne apprendo testè l’esistenza dai quotidiani locali e addirittura risultare una struttura dipartimentale della Democrazia cristiana per le autonomie. A tal proposito ritengo che sparare nel mucchio dell’incapacità politica non serve a nulla perché a mio avviso non è così che si fa politica, quando si milita in un partito. Di certo la Democrazia cristiana per le autonomie di “Rotondi” è un partito diverso dalla Democrazia Cristiana di “Pizza” e deve prendere le giuste distanze dalle dichiarazioni rilasciate dal Segretario regionale Gino Capponi che ha postulato accuse politicamente gravissime, come pubblicato dalle testate giornalistiche.  Con la gestione attuale si sono privilegiati interessi privati a discapito degli interessi della collettività e quindi si è disatteso il fine sostanziale del ruolo della politica”. Come lasciare intendere un preannunciato preludio di meccanismo perverso concordato e attuato dai partiti maggiormente rappresentativi nel governo cittadino per rimettere in gioco gli assetti romani nel nostro Comune. Forse è meno dignitoso ma politicamente comodo e appagante confluire nelle Larghe Intese in tempi recenti, rivendicare ruoli da protagonisti nelle Holding e ottenere direttori di indubbia appartenenza politica e presidenze, al pari delle altre forze politiche A.N. e F.I. presenti nelle costituite società del patrimonio e dei servizi. Questo è lo scenario politico che si è consumato a danno dell’immagine del costituendo Partito delle Libertà di cui non riusciamo a capire se ne facciamo ancora parte almeno a livello locale. E’ evidente una sofferenza della maggioranza riconducibile a diverse cause tra cui sicuramente le holding ma come ho sempre sostenuto in questi giorni in tutte le sedi dove si è parlato di governo della città sostengo che l’unica verifica che è ammissibile e che può essere il vero cemento di un gruppo di governo è e rimane il programma elettorale. Gli argomenti che hanno creato disagi nella maggioranza sono proprio quei temi che si discostano dal programma elettorale iniziale che è stato da tutti condiviso e sottoscritto anche dai rappresentanti dei partiti che hanno partecipato alle ultime consultazioni elettorali. Sottoscrivere oggi un documento nuovo non ha un valore politico reale se non simbolico di rinnovata volontà di camminare insieme ed il problema non è il camminare insieme ma è la strada su cui camminare. Quindi non si discute la “fedeltà” al Sindaco, ma si discute se tradire la fiducia che gli elettori hanno riposto in noi Consiglieri eletti nella maggioranza del Consesso cittadino sulla base del programma illustrato modificandone o meno l’attuazione. La mia precisazione in sede di concetto “maggioranza” è stata proprio in questo senso di rappresentanza politica per tutti quei partiti che hanno affrontato la campagna elettorale e che ha portato a palazzo del Pincio 18 Consiglieri”.

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