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Freddo e vento non fermano la Processione del Cristo Morto

Tanti i fedeli che si sono riversati nelle strade. Faticoso il percorso per i 224 penitenti

Tanti i fedeli che si sono riversati nelle strade. Faticoso il percorso per i 224 penitenti

CIVITAVECCHIA – E’ stata veramente una processione del Cristo Morto penitenziale quella di ieri sera. Freddo e vento hanno soffiato ininterrottamente sin dalla partenza del corteo in piazza Leandra contribuendo a rendere più faticoso il percorso cittadino e creando non pochi problemi di equilibrio ai 224 incappucciati che già affaticati dalle catene ai piedi e dalle croci sulle spalle hanno accompagnato il carro del Cristo. Le condizioni climatiche avverse non hanno ad esempio permesso l’uscita nella sfilata del grosso drappo nero dell’Arciconfraternita della Morte e Orazione, così come la grande croce diPROCESSIONE legno e i lucernari pù alti per ovvi motivi di sicurezza. Nonostante le intemperie tanti i fedeli che si sono riversati nelle strade per assistere alla sfilata del corteo, raccogliendo gli inviti alla preghiera del vescovo Chenis che ha alternato momenti di preghiera alle classiche marce funebri delle due bande cittadine. “Il Venerdì Santo ci invita a non essere cristiani soltanto qualche volta o durante le due festività più importanti dell’anno – ha commentato il vescovo Chenis – ma il sacrificio di Gesù crocifisso ci accompagna nel nostro quotidiano, nei vari momenti della giornata, nelle sofferenze dei nostri fratelli, nella povertà, nelle persone più sole, PROCESSIONEemarginate e indifferenti.”
Emozionante come sempre la corsa finale dei facchini dell’Arciconfraternita del Gonfalone per far risalire il grande carro in Piazza Leandra tra gli applausi commossi dei presenti e il tripudio di note del Celebre Adagio di Albinoni.

di MATTEO MARINARO

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