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Il consiglio comunale dice sì alla holding

Approvato questa mattina il nuovo piano per la riorganizzazione dei servizi pubblici. La Hcs Srl fungerà da multiutilities, la Ci Srl gestirà il partrimonio. Moscherini: «In caso di fallimento sono pronto ad andarmene a casa». Approvato un emendamento della commissione bilancio: le Sot non avranno un cda ma un amministratore unico  

Approvato questa mattina il nuovo piano per la riorganizzazione dei servizi pubblici. La Hcs Srl fungerà da multiutilities, la Ci Srl gestirà il partrimonio. Moscherini: «In caso di fallimento sono pronto ad andarmene a casa». Approvato un emendamento della commissione bilancio: le Sot non avranno un cda ma un amministratore unico  

CIVITAVECCHIA – Una discussione durata oltre otto ore, ricca di contraddittori e dure prese di posizioni, che alla fine ha portato all’approvazione in consiglio comunale del nuovo piano di riorganizzazione dei servizi pubblici. E così il disegno del sindaco Moscherini diventa realtà e con esso la costituzione della holding, nonostante le posizioni avverse della minoranza, apertamente schierata dalla parte dei sindacati che ad una settimana dalla chiusura dell’accordo con l’amministrazione hanno rotto le trattative, trainando questa mattina all’aula Pucci un numero imprecisato di lavoratori delle municipalizzate, preoccupati per l’impatto che il nuovo programma di riorganizzazione potrà avere sui loro posti di lavoro. Interventi fiume da parte dell’opposizione, mentre la maggioranza decide di trascorrere in silenzio la prima mezza giornata di confronto. Più volte Alessio Gatti (Pd) e Roberto Buonomi (Prc) tentano di trascinare la discussione su terreni inconciliabili con l’ordine del giorno, fino a quando l’assessore al Bilancio Pasqualino Monti non arriva ad illustrare la sua relazione. Emerge un’architettura societaria che vede la Hcs Srl fungere da multiutilities nella gestione del dei servizi pubblici e la Ci Srl deputata alla cura degli asset patrimoniali. «Il rischio d’impresa per Cam, Etm ed Etruria Servizi – precisa Monti – è stato determinato da un’eccessiva autonomia e da una mancanza di controllo. Ora le funzioni centrali saranno allocate nella Hcs e all’interno della Sot potrà sussistere una duplice dipendenza gerarchica-funzionale, verso i vertici della Sot e verso le funzioni centrali della Hcs. Il piano industriale – aggiunge l’assessore – sarà uno solo, quello della Hcs e composto dai sotto piani delle Sot». La tensione sale e il primo cittadino interviene bacchettando i sindacati: «Su questa riorganizzazione ci giochiamo tutto e sono pronto ad andarmene a casa se dovesse rivelarsi un fallimento». Viene descritto il piano industriale, che rileva un beneficio annuo di 660 mila euro e un incremento di 115 mila nel secondo anno. Dopo alcuni interventi vengono presentati due emendamenti. Passa all’unanimità il primo, voluto dalla commissione Bilancio, che prevede la possibilità di mettere al vertice delle Sot esclusivamente un amministratore unico anziché un cda: nonostante il dissenso della Lista Moscherini e del Mpa, dopo qualche minuto di sospensione il voto è compatto. Respinto invece il secondo emendamento presentato dall’opposizione, che avrebbe impedito l’accesso ai privati nelle Sot, lasciando la gestione pubblica al 100%. «E’ tutto contenuto nel provvedimento – afferma Monti – questo emendamento è irricevibile» e intanto la maggioranza vota contro.Dopo la lettura del dispositivo del deliberato si chiude la partita: la holding passa con 19 voti favorevoli e 9 contrari.

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