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Il ritorno di Gassman al Traiano

Doppia veste di regista e interprete per l’attore romano. «Mi ha ispirato la possibilità di porter portare alla luce i pregiudizi e le false certezze» In scena l’opera di Reginald Rose rese celebre dall’omonima pellicola firmata Sidney Lumet e interpretata da Henry Fonda Sul palcoscenico il dramma di 12 giudici popolari nel sistema giudiziario americano della New York degli anni ‘50

Doppia veste di regista e interprete per l’attore romano. «Mi ha ispirato la possibilità di porter portare alla luce i pregiudizi e le false certezze» In scena l’opera di Reginald Rose rese celebre dall’omonima pellicola firmata Sidney Lumet e interpretata da Henry Fonda Sul palcoscenico il dramma di 12 giudici popolari nel sistema giudiziario americano della New York degli anni ‘50

ALESSANDROdi LUCA GUERINI

CIVITAVECCHIA – Dopo una stagione ad altissimi livelli torna a Civitavecchia Alessandro Gassman nella duplice veste di attore e regista. Numerosi applausi avevano salutato il figlio d’arte in occasione dei precedenti spettacoli proposti al Teatro Traiano.
Domani sera alle 21 il debutto ufficiale con la replica prevista per domenica alla stessa ora. La scelta di testi sempre di altissimo livello è una caratteristica di questo interprete che ci regalerà lo spettacolo “La Parola ai giurati – Dodici uomini arrabbiati”.
L’opera di Reginald Rose è stata tradotta da Giovanni Lombardo Radice. Nelle note di regia Alessandro Gassman spiega che il testo è tratto da un teledramma ed è il primo eccellente film di Sidney Lumet (Assassinio sull’Oriente Express, quel pomeriggio di un giorno da cani).
“L’interesse per il lavoro di regia è stato per me un naturale approdo – commenta il protagonista – dopo più di venti anni di teatro militante in qualità di attore e due stagioni di successi con la mia prima regia, ho voluto proseguire la mia ricerca affrontando un testo socialmente coinvolgente e profondamente ideologico. Rose mi permette di entrare nelle varie e sfaccettate tipologie umane e caratteriali colte in una situazione claustrofobica nella quale emergono gli aspetti umani più contraddittori”. All’interno della camera di consiglio di un Tribunale, infatti, un variegato sinedrio di giurati è in procinto di condannare a morte un imputato indiziato di parricidio.
E’ necessaria l’unanimità dei voti, ma l’ottavo giurato si dissocia dagli altri componenti.
Da qui prende le mosse un confronto estenuante e serrato con cui a poco a poco si infrangerà il granitico muro delle convinzioni, irrigidite dall’orgoglio e dal pregiudizio, False certezze caratterizzano il comportamento dei giurati affiorano nel momento in cui devono assolvere il compito più difficile per un uomo: quello di decidere della vita di un loro simile.
Il cast dello spettacolo è completato da Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Giancarlo Ratti, Fabio Bussotti, Paolo Fosso, Nanni Candelari, Emanuele Salce, Massimo Lello, Emanuele Maria Basso, Giacomo Rosselli, Giulio Federico Janni. Le scene sono state curate da Gianluca Amodio, i costumi da Helga H. Williams nonché le musiche da Pivio & Aldo De Scalzi.

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