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Inchiesta olio, Velluti costretto a dimettersi

Tarquinia. Il presidente della centrale ortofrutticola domenica in assemblea ha detto di essere indagato per truffa e tentato omicidio. Sequestrati dalla Finanza 7 quintali La cooperativa Pantano fa quadrato con i colleghi: «Daremo anche noi un contributo per le spese legali necessarie alla difesa» Secondo Angelotti l’errore riguarderebbe la sola sovrapposizione di etichette relative alla scadenza e il prodotto sarebbe di ottima qualità

Tarquinia. Il presidente della centrale ortofrutticola domenica in assemblea ha detto di essere indagato per truffa e tentato omicidio. Sequestrati dalla Finanza 7 quintali La cooperativa Pantano fa quadrato con i colleghi: «Daremo anche noi un contributo per le spese legali necessarie alla difesa» Secondo Angelotti l’errore riguarderebbe la sola sovrapposizione di etichette relative alla scadenza e il prodotto sarebbe di ottima qualità

OLIOTARQUINIA – Il giallo dell’olio della Pantano, ancora al centro delle discussioni tra i produttori agricoli che domenica si sono riuniti in assemblea. All’ordine del giorno, tra le altre cose, proprio la questione che desta preoccupazione nel settore agricolo e che ha portato al sequestro da parte della Guardia di Finanza di circa sette quintali di olio prodotto dalla Pantano, rinvenuto dagli uomini delle fiamme gialle nel magazzino della Centrale Ortofrutticola, dopo la segnalazione di un consumatore che si è accorto della doppia etichetta relativa alla scadenza presente su una bottiglia di prodotto acquistato. Sulla delicata questione, in sede di assemblea, ha parlato il presidente della cooperativa Pantano, Gianfederico Angelotti che ha spiegato ai soci quanto accaduto. Per la Centrale Ortofrutticola, che aveva acquistato l’olio dalla Pantano per distribuirlo presso il proprio punto vendita, oltre al danno resta la beffa: al momento è infatti iscritto nel registro degli indagati solo il presidente Sante Velluti, nei confronti del quale sarebbe stata sollevata la pesante accusa di truffa alimentare e tentato omicidio. Ciò, nonostante la Pantano si sia assunta tutte le responsabilità e abbia fornito alle fiamme gialle spiegazioni documentate. Per legge, secondo quanto riferito dallo stesso Angelotti in assemblea, al momento della scadenza di un prodotto è possibile effettuare nuove analisi per la verifica della qualità e, in caso di esito positivo, è possibile prolungare anche di un anno, un anno e mezzo, il termine di scadenza. In tal caso, tuttavia, è necessario che la vecchia etichetta sia rimossa dalla confezione e sostituita con la nuova. In alternativa, il prodotto deve essere trasferito in una nuova confezione provvista di nuova etichettatura. Se così stanno le cose, l’errore, secondo quanto emerso in assemblea, dunque, se è stato commesso, si riferirebbe alla sola doppia etichettatura sovrapposta nella confezione. L’olio cioè sarebbe stato buono, almeno secondo quanto emerso dalle analisi effettuate da uno studio di Bitonto. Bisognerà però vedere se la pensa così il magistrato titolare dell’inchiesta, sulla quale continuano ad indagare gli uomini della Guardia di Fianza. Intanto gli agricoltori, sia della Pantano sia della centrale ortofrutticola sembrano fare quadrato. La Pantano infatti aiuterà la centrale ad affrontare le spese legali per la difesa di Velluti, che, tra le altre cose, è stato pure costretto a dimettersi dalla carica di presidente. In quanto indagato per truffa alimentare – è stato spiegato in assemblea -, Velluti come presidente della Centrale Ortofrutticola non può, infatti, richiedere né ottenere una serie di certificazioni alimentari. Per Velluti si chiudono anche le porte per una nuova nomina a presidente. A giorni, infatti, i soci della centrale dovranno votare per il rinnovo delle cariche. Velutti, sarà costretto a correre per la sola carica da consigliere.
Ale.Ro.

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