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Indagini serrate sulla morte di Muneroni

VIACIVITAVECCHIA – Sta lavorando a pieno ritmo la Polizia Scientifica per cercare di ricostruire le ultime ore di vita di Alessandro Muneroni, il 40enne civitavecchiese trovato senza vita nella tarda serata di sabato, nei pressi del centro commerciale ‘‘I Mulini’’ di via Sofia de Filippi Mariani. Al vaglio degli inquirenti, infatti, ci sono tutti gli indizi rinvenuti sul luogo dagli agenti: elementi, questi, utili per spiegare anche la morte dell’uomo, residente a via Alcide De Gasperi e già noto alle forze dell’ordine per reati relativi ad episodi di droga. E infatti, anche in questo caso, la morte di Muneroni sarebbe da collegarsi agli stupefacenti. Si parla di overdose, per la precisione. Il corpo senza vita del quarantenne è stato trovato poco dopo le 20 da un passante che stava dirigendosi verso la propria vettura parcheggiata poco distante. L’uomo era riverso a terra, in fondo a via Annovazzi, proprio di lato al complesso dei Mulini. Immediatamente è partita la segnalazione al 113. «Mi sembra ci sia un uomo a terra»: questo quanto raccolto dalla centrale operativa che ha immediatamente inviato sul posto una pattuglia della Polizia. Insieme agli agenti coordinati dal vicequestore Sergio Quarantelli è giunta anche l’ambulanza del 118, ma per Muneroni, a quel punto, non c’era più niente da fare. L’uomo era morto già da qualche ora, come dimostrato dalla temperatura del corpo. Gli uomini del commissariato di viale della Vittoria, in attesa dei risultati dell’autopsia sul corpo del quarantenne, stanno puntando l’attenzione su una serie di particolari. In primo luogo la pistola ritrovata nel bauletto del motorino di Muneroni, parcheggiato poco distante dal cadavere: una pistola che avrebbe il numero di matricola abraso, su cui gli inquirenti stanno puntando la massima attenzione. Il secondo elemento è invece il telefono cellulare dell’uomo attraverso cui verranno ricostruite le sue ultime ore di vita. Si potrebbe in questo caso risalire alle persone con cui ha parlato nei giorni precedenti alla sua morte, magari risalire anche al fornitore della droga risultata poi fatale. Infine la Polizia Scientifica sta effettuando anche una serie di accertamenti sulla siringa già usata, rinvenuta dagli agenti vicino al cadavere dell’uomo.

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