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La Destra contraria al trasferimento della Piave

CIVITAVECCHIA – Sulla questione relativa alla paventata chiusura della Caserma Piave, è intervenuto il direttivo de La Destra, prendendo una posizione ufficiale contro ogni decisione che porti verso tale direzione: «Siamo sconcertati nell’apprendere che il Ministero della Difesa starebbe valutando la possibilità di chiudere la Caserma Piave, trasferendo l’intero comparto NBC fatto da circa mille unità presso la Struttura della Scuola d’Artiglieria di Bracciano – fanno sapere in una nota – Non comprendiamo francamente questa scelta, che evoca altre decisioni romane, le quali tolsero alla città (con la complicità anche dell’allora amministrazione Tidei che nulla fece) il glorioso 1° Battaglione Bersaglieri “la Marmora” per poi riaprirlo a Cosenza, la Scuola di Guerra trasferita a Torino, i carristi trasferiti a Bracciano». Quelli de La Destra dicono basta: «Non è immaginabile che la storia si ripeta e che si debba continuare a togliere prestigio e storia a questa città che tanto ha dato in termini di vite umane e di prestigio storico e artistico all’Italia a causa dei bombardamenti dell’ultimo evento bellico». Arrivano quindi alle motivazioni: «Molti non hanno compreso che la chiusura di questa struttura militare, qualora avvenisse, provocherebbe la partenza di mille persone (con le rispettive famiglie) e un conseguente impatto negativo sia economico, per la perdita del giro d’affari che ruota intorno a loro con inevitabili ripercussioni su le imprese locali ed i posti di lavoro, che umano, per il trasferimento di persone che ormai sono radicati nel tessuto sociale cittadino». Un invito infine al Sindaco, ad intervenire insieme al delegato alle Forze Armate presso il Governo, affinché non si proceda a quello che definiscono «Un nuovo sgarbo verso Civitavecchia e i civitavecchiesi».

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