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La Uil strizza l’occhio all’inceneritore

Il sindacato, a livello regionale, disapprova l’impianto di smaltimento rifiuti di Albano e propone Civitavecchia come soluzione alternativa. Il segretario Scardaone: "Perché spendere denari pubblici quando l’Enel pagherebbe per bruciare a Civitavecchia il cdr prodotto da Roma?". Intanto Fiorentini attacca l'assessore Attig: "Con la pirolisi saremo l'immondezzaio di tutta la regione''

Il sindacato, a livello regionale, disapprova l’impianto di smaltimento rifiuti di Albano e propone Civitavecchia come soluzione alternativa. Il segretario Scardaone: "Perché spendere denari pubblici quando l’Enel pagherebbe per bruciare a Civitavecchia il cdr prodotto da Roma?". Intanto Fiorentini attacca l'assessore Attig: "Con la pirolisi saremo l'immondezzaio di tutta la regione''

di ANTONIO FONTANELLA
CIVITAVECCHIA – Il Presidente della Regione Lazio Pietro Marrazzo abbraccia l’ipotesi di realizzazione del quarto inceneritore ad Albano e le polemiche, stranamente interessano Civitavecchia. All’indomani dell’approvazione del provvedimento, che potrebbe però ugualmente consentire lo smaltimento delle ecoballe a Torre Valdaliga Nord, la Uil si scatena in una apologia della città di Albano, immolando Civitavecchia e prevedendo per questa una nuova redditizia attività di incenerimento dei rifiuti prodotti da Roma, magari utilizzando la centrale Enel. Poco convince la smentita del Ministro Pecoraro Scanio, successiva all’ipotetico incontro al Campidoglio con Veltroni e Marrazzo «E’ una notizia falsa e priva di fondamento» ha commentato il Ministro, dopo le prime fughe di notizia che indicavano Civitavecchia come luogo scelto per bruciare cdr. Subito la politica locale scende in campo, dimostrando unitarietà nell’adottare una linea avversa all’ipotesi aleggiante di un termovalorizzatore in città. Da Gino Vinaccia (Udc) a Vittorio Petrelli (Ael), da Alessandro Maruccio (Lista Moscherini) a Mario Dei Giudici (Verdi), fino a Fabio Angeloni (Pd), maggioranza e opposizione hanno respinto l’idea di trasformare Civitavecchia in un centro di raccolta rifiuti per il Lazio o addirittura per la Campania. «Teniamo alta la guardia» è l’invito rivolto dalle parti, che ben si concilia con un altro aspetto legato alla vicenda. E’ di ieri la nota della Uil Regione Lazio, che a firma del segretario generale Luigi Scardaone, scongiura l’ipotesi di installare un impianto di incenerimento rifiuti ad Albano, elencando ben 4 motivazioni. L’ultima riguarda proprio Civitavecchia: «C’è poi il problema del contenimento dei costi industriali – si legge nel comunicato della Uil – così come del contenimento della T.A.R.I. e ci si dovrà spiegare perché si devono spendere denari pubblici per incenerire i rifiuti quando l’Enel pagherebbe per bruciare nella città di Civitavecchia il combustibile da rifiuto prodotto da Roma». Ecco quindi le prime ammissioni: qualcuno che fa capire senza mezzi termini di non disdegnare l’ipotesi ‘‘Civitavecchia smaltitrice di immondizia’’. Intanto dalla maggioranza Mario Fiorentini (Dc) attacca l’assessore all’Ambiente Fabiana Attig sull’impianto di pirolisi, domandando chiarimenti riguardo ai costi e alle dimensioni del nuovo sistema. Contesta il fatto che la decisione non sia passata dal Consiglio Comunale il Consigliere della Democrazia Cristiana per le Autonomie, definendo quella della Attig una scelta sciagurata che regalerà a Civitavecchia le immondizie di Malagrotta.

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