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«Asl ancora sottofinanziata»

I sindacati dei camici bianchi evidenziano tutti gli squilibri del sistema di ripartizione delle risorse. Alla Roma F solo 87,5 milioni di euro per il personale: quanto il solo Sant’Andrea, meno di Rieti che serve 130.000 abitanti in meno e poco più della metà di Viterbo 

I sindacati dei camici bianchi evidenziano tutti gli squilibri del sistema di ripartizione delle risorse. Alla Roma F solo 87,5 milioni di euro per il personale: quanto il solo Sant’Andrea, meno di Rieti che serve 130.000 abitanti in meno e poco più della metà di Viterbo 

CIVITAVECCHIA – Nuovo allarme dei sindacati dei medici ospedalieri per il trattamento finanziario riservato dalla Regione alla Asl Rm F, che si conferma la cenerentola del Lazio. «Ancora una volta – si legge in una nota inviata al presidente della Regione Marrazzo – nonostante la forza delle nostre ragioni e le molte promesse e rassicurazioni, dobbiamo constatare che anche nel bilancio preventivo 2008 la regione Lazio perpetua una intollerabile discriminazione nei riguardi della ASL Rm F per quanto concerne i finanziamenti previsti». «La nostra ASL risulta – scrivono i medici a Marrazzo – notevolmente sottofinanziata rispetto a tutte le altre aziende sanitarie e ciò si traduce in una netta riduzione del personale sia medico che amministrativo e dei servizi sanitari che è possibile fornire alla popolazione. Lo stesso confronto tra entità delle risorse e personale in servizio dimostra che la nostra ASL riceve per il personale 87.5 milioni di euro, somma nettamente inferiore a quella di tutte le altre aziende ivi comprese la ASL di Viterbo che, con soli 18.000 abitanti in più, riceve 155 milioni di euro o, addirittura, la ASL di Rieti che, con 130 mila abitanti in meno, riceve 96 milioni di euro. Particolarmente eclatante – sottolineano i medici ospedalieri – risulta poi constatare che un ospedale da solo, il sant’Andrea, per quanto ad elevato livello assistenziale, abbia un finanziamento pari a quello della nostra azienda che ha, tra i suoi compiti istituzionali, non solo l’assistenza ospedaliera ma anche quella territoriale con tutti i suoi molteplici obblighi (assistenza domiciliare, carceraria, igiene pubblica, veterinaria, ecc.)». «Questa discrepanza – si legge ancora nella lettera – è tanto più ingiustificata in quanto la norma prevede che il finanziamento delle aziende debba essere erogato sulla base di una quota capitaria “pesata” sostanzialmente uguale per tutti, cosa che non accade per la nostra azienda. Abbiamo più volte segnalato questa illegittima anomalia che penalizza pazienti ed operatori privando i cittadini della ASL Rm F della dovuta assistenza ma, evidentemente, avere ragione per la ASL Rm F non è sufficiente garanzia di veder riconosciuti i propri diritti». I medici chiedono a Marrazzo di intervenire «affinché vengano erogati alla nostra azienda i finanziamenti dovuti secondo quanto stabilito dalla norma a tutela del livello di salute del nostro territorio».

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