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«C’è chi getta fango sul porto»

Dura replica dell’Authority alle polemiche dei giorni scorsi sui presunti problemi dello scalo. Tutte le compagnie di navigazione, tranne la Moby, si sono dissociate dal senso attribuito ad una vecchia lettera alla quale era stata data pronta risposta da Molo Vespucci che dichiara: "Nessuno è padrone delle banchine"

Dura replica dell’Authority alle polemiche dei giorni scorsi sui presunti problemi dello scalo. Tutte le compagnie di navigazione, tranne la Moby, si sono dissociate dal senso attribuito ad una vecchia lettera alla quale era stata data pronta risposta da Molo Vespucci che dichiara: "Nessuno è padrone delle banchine"

CIVITAVECCHIA – Cosa c’è dietro gli attacchi all’Autorità Portuale di questi giorni, che prendendo spunto dalla presunta caoticità del porto e dell’organizzazione dei servizi operativi, arrivano a prendere di mira il presidente di Molo Vespucci Fabio Ciani?
Sono in molti a chiederselo nello scalo, dove quasi tutte le compagnie di navigazione tirate in ballo ieri da un quotidiano come se fossero «sul piede di guerra» nei confronti dell’Authority, hanno in realtà preso le distanze. Questi i fatti: il 5 marzo scorso Atlantica di Navigazione, Tirrenia di Navigazione, Grandi Navi Veloci, Forship, Moby e Snav scrissero all’Autorità Portuale per chiedere una riunione per discutere – in vista dell’inizio della stagione estiva – delle problematiche e dell’organizzazione dei servizi e “attraverso la collaborazione migliorarli, ciascuno per la propria competenza”. In particolare, si faceva riferimento alla pianificazione relativa a varchi di accesso, gestione della viabilità e della segnaletica, navette, presidio medico, gestione servizi ai terminal, apertura e chiusura cancelli per ormeggi e banchine. Il giorno stesso il Segretario Generale dell’Autorità Portuale ha incontrato i rappresentanti delle compagnie, iniziando da subito la discussione sulle questioni legate all’operatività del porto e fissando un incontro, poi tenutosi la settimana successiva, per approfondire il piano della gestione degli accosti e le procedure per la corretta gestione dei servizi necessari al ro-ro. «Quindi è falso affermare – si legge in una nota di Molo Vespucci – che dall’Autorità Portuale non sia giunta alcuna risposta e che gli armatori siano sul piede di guerra o abbiano scritto all’Authority con uno spirito di contrapposizione, anziché di collaborazione. Ad oggi, mentre si è data attuazione a quanto concordato con le compagnie, non si è registrato alcun tipo di problema operativo all’interno del porto». Poi, una frase che forse rende meglio i reali motivi del contendere: «L’Autorità Portuale inoltre precisa che presso le banchine pubbliche nessun agente marittimo può vantare diritti di primigenia nell’accosto che sono regolati dalle Autorità presenti in porto nel perseguimento dell’interesse pubblico». Come dire che forse è stato lo spostamento contingente di qualche nave dalla sua ‘‘solita’’ banchina a causare la reazione di qualcuno che ha poi cercato di coinvolgere anche gli altri armatori, che si sono dissociati direttamente o tramite i loro agenti (vedi Snav, Forship, Grimaldi, Gnv e Tirrenia). «Il fatto, dunque – conclude l’Autorità Portuale – che si siano utilizzate proteste di singoli operatori forse “disturbati” da spostamenti temporanei di attracchi resi necessari nell’interesse generale dello scalo, o lettere di alcuni mesi fa a cui era stata data pronta risposta, appare strumentale ed evidentemente mirato a gettare fango sull’immagine del porto, che invece – proseguendo nel suo percorso di crescita – continua ad assicurare servizi a tutti gli armatori, imprese e passeggeri che quotidianamente usufruiscono dello scalo».

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