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«Diffamazioni che danneggiano Etm»

Salvatore Renda e Paolo Iarlori replicano a Gabriella Rossi e Flavio Zeppa. «Tre anni di persecuzione con undici esposti che finora hanno consentito di verificare solo la regolarità della gestione». Punto per punto la risposta alle accuse: «Qualcuno ci ha già condannato sui giornali»

Salvatore Renda e Paolo Iarlori replicano a Gabriella Rossi e Flavio Zeppa. «Tre anni di persecuzione con undici esposti che finora hanno consentito di verificare solo la regolarità della gestione». Punto per punto la risposta alle accuse: «Qualcuno ci ha già condannato sui giornali»

RENDA  di NUNZIA MARINA BOZZA

CIVITAVECCHIA – Continua la telenovela lunga ormai 3 anni, tra Rdb, Ambiente e Lavoro ed ETM. Stavolta, però, sono Salvatore Renda e Paolo Iannori a rispondere a Flavio Zeppa e Gabriella Rossi. «Siamo stanchi di persone che mascherano le chiacchiere con la legge – inizia Renda, ex presidente del cda di Etm –. Ci sono stati notificati dieci esposti e tutti quanti sono stati archiviati o non hanno portato a rilevare alcunché nei confronti dell’azienda e di chi ne aveva la responsabilità, come hanno verificato Procura della Repubblica, dai Carabinieri, Vigili del Fuoco dall’ ASL, INAIL, INPS e anche dalla Capitaneria di Porto. Ora salta fuori un undicesimo esposto e i motivi sono sempre gli stessi – continua Renda – questi signori si fanno pubblicità dietro le nostre spalle e dietro il nostro lavoro che invece negli ultimi anni ha portato risultati molto positivi, risultati che potrebbero essere distrutti da un atteggiamento petulante ed infondato».
Renda e Iarlori sottolineano come «La Corte dei Conti non abbia condannato nessuno: ha esposto delle tesi, raccolte dalla Guardia di Finanza, chiedendo una risposta che noi abbiamo fornito puntualmente e sulla base della quale dovranno essere assunte delle decisioni. Mentre qualche giornale di fatto ci ha già condannati».
«L’azienda – conclude Renda – con tutta questa pubblicità negativa finisce per andare a rotoli non per gli ammanchi ma per la continua diffamazione. Non si può continunare con diffamazioni che non colpiscono solo me ma anche professionisti tra i più qualificati a Civitavecchia come Massimo Ferri, Gennaro Coscia, Rodolfo Antonini».
Anche Paolo Iannori parla di accanimento: «Fare un esposto è un conto, ma arrivare a farne undici significa che ci sono i presupposti per indagare se in fondo ci sono motivi personali. Ci sono società simili ad Etm che svolgono le stesse attività in altre parti d’Italia, senza alcun clamore. Qui invece, si grida allo scandalo». Nel merito, Renda e Iarlori hanno ribadito, carte alla mano, come la gestione dell’azienda sia stata «pienamente regolare e trasparente», ribattendo punto per punto alle accuse, dalle indennità «del tutto lecite e che anzi hanno consentito un risparmio all’azienda» agli altri punti indicati negli esposti: «la società ha sempre disposto in ogni momento della sua attività di tutti i titoli ed i requisiti richiesti dalla legge per la gestione del servizio di trasporto pubblico locale e, in generale, di trasporto viaggiatori. E’incomprensibile l’accusa di aver acquistato con il contributo regionale mezzi elettrici per servizi diversi dal tpl, visto che si tratta delle ‘‘navette’’ in servizio nel centro cittadino, sempre utilizzate proprio per il tpl». Quanto agli investimenti su granturimo e merci, si riafferma che finora con i margini operativi positivi in sostanza si siano finanziate anche le perdite del tpl.
Questa sera alle 21 su Rete Oro andrà in onda una intervista a Renda sull’argomento.

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