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«Le colpe vanno ricercate anche nella Federazione»

Palanuoto, interviene la Centumcellae

Palanuoto, interviene la Centumcellae

STADIOCIVITAVECCHIA – «Accertare come si sono svolti i fatti sarà compito di chi di competenza, e probabilmente, terrà conto delle testimonianze e del referto della tac effettuata al ragazzo, presso l’ospedale San Paolo che riporta vari traumi». Questa volta è direttamente il consiglio direttivo dell’Asd Centumcellae ad intervenire sull’episodio avvenuto qualche sera fa allo Stadio del Nuoto. Precisando come la gara si sia svolta in un clima di normale tifoseria, nonostante quattro giocatori della propria squadra feriti (tre punti di sutura, distrazione del setto nasale, ferita allo zigomo e contusione allo zigomo), la dirigenza ha fornito anche una propria versione dell’episodio, confermando quanto già riportato da alcuni presenti. «Non ci sono state lamentele dei giocatori e dei dirigenti nei confronti dell’arbitro, anche se il direttore di gara non ha ravvisato neanche uno degli avvenimenti che hanno causato quel nostro bollettino medico – hanno spiegato – il pubblico ha cominciato a lamentarsi quando per la seconda volta un nostro atleta usciva sanguinante dall’acqua e l’arbitro non interveniva, probabilmente perché non vedeva il fallo. Le proteste sono diventate più rumorose e l’arbitro, ferito nell’orgoglio ha pensato bene di girarsi verso il pubblico e dire ad un ragazzo di 16 anni: ‘‘Sei di Civitavecchia ti conosco, ti aspetto di fuori’’. Se il contatto si fosse sviluppato immediatamente non sarebbe stato ugualmente giustificabile ma attribuibile a scatto d’ira, invece tutto è accaduto dopo 20 minuti, all’esterno dell’impianto, tra un ragazzo di 16 anni ed un uomo di 45 anni. Quello che è accaduto è una pagina prevedibile, perché il carattere ed il comportamento di alcuni attori di questi fatti è noto a tutti e chi di competenza segnalazioni ne ha ricevute decine: la responsabilità va cercata altrove, per prima nella federazione. Se non si prendono provvedimenti è ovvio che si condividono i sistemi». A questo però si sono aggiunte anche altre testimonianze di vicinanza nei confronti dell’arbitro che difendono l’operato del direttore di gara ribaltando la versione dei fatti.

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