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&laquo;Mai pi&ugrave; fondi straordinari per ripianare i debiti&raquo; <br />

Moscherini parla di un atto dovuto di fronte a un buco in bilancio di 13 milioni prodotto dalle passate amministrazioni. All’opposizione replica: «In alternativa avremmo dovuto aumentare le tasse». Dopo la manovra finanziaria il primo cittadino preannuncia il rilancio dei servizi pubblici 

Moscherini parla di un atto dovuto di fronte a un buco in bilancio di 13 milioni prodotto dalle passate amministrazioni. All’opposizione replica: «In alternativa avremmo dovuto aumentare le tasse». Dopo la manovra finanziaria il primo cittadino preannuncia il rilancio dei servizi pubblici 

 di FABIO MARUCCI

 

CIVITAVECCHIA – Ore di discussione in Consiglio comunale, per arrivare alla votazione della variazione di bilancio di 17,5 milioni di euro, manovra che ha visto ancora l’opposizione contrapposta alla maggioranza, questa volta sui fondi destinati alla cultura. «Troppi i 2,5 milioni» secondo la minoranza, «un atto dovuto» replica il sindaco Gianni Moscherini. E proprio il primo cittadino commenta il passaggio dell’atto nella massima assise.

Ci sono volute ore di discussione alla Pucci prima di arrivare all’approvazione della variazione. Critica l’opposizione, ma anche la maggioranza ha fatto la sua parte. C’è chi parla di malumori nella Grande Coalizione, cosa c’è di vero?

«Assolutamente nulla. Il voto di ieri ha dimostrato che la maggioranza è più che mai solida e compatta».

Eppure la durata del dibattito ha raccontato un’altra versione, non le pare?

«Effettivamente la variazione di bilancio non aveva bisogno di una discussione così lunga: se non avessi chiuso l’accordo con l’Enel il Comune sarebbe fallito».

L’opposizione ha parlato di un impiego sbagliato dei fondi nella distribuzione sui vari settori di spesa e nel tappare alcuni buchi, cosa risponde?

«Quando ci siamo insediati abbiamo trovato un buco risalente al ‘94 di 13 milioni di euro. Due cose potevamo fare: o aumentare le tasse o ridurre il deficit; abbiamo scelto la seconda».
Allora ritiene valida la strategia del ripianamento del debito pubblico utilizzando le entrate straordinarie?

«Assolutamente no, posso già dire che questa è stata l’ultima volta. Mai più utilizzeremo i finanziamenti erogati in virtù di specifici accordi per compensare il debito del Comune, prodotto dalle passate Amministrazioni. La seconda tranche dell’Enel infatti, non sarà impiegata nelle operazioni di risanamento».
Però i suoi avversari politici non la pensano così, a proposito di distribuzione sulla spesa corrente. Quei 2,5 milioni alla cultura ad esempio, sottratti ad altri settori, non le sembrano troppi?

«Chi lo afferma, lo fa in maniera strumentale davanti ad una manovra inattaccabile. Civitavecchia è una realtà che ha bisogno di una rivoluzione culturale; è ovvio che una politica di rigore abbia tormentato chi è abituato a tenere sempre aperto il ‘‘capitolo dell’allegria’’, sperperando soldi in settori molto spesso inutili».

Insomma, da venerdì non ci sono più scusanti: o si riparte investendo nella riqualificazione della città e nei progetti di sviluppo, oppure sarà la paralisi. E’ d’accordo?

«Io sono per il risanamento e per il cambiamento. Non aumenteremo le tasse, ma occorre tenere a mente che il rilancio deve passare per il taglio delle spese inutili e per l’ingresso dei privati nelle operazioni di investimento sui servizi da offrire ai cittadini».
Tutto in una parola: holding. A che punto siete con i lavori di riorganizzazione?
«Entro venti giorni al massimo il procedimento sarà chiuso. Poi rivedremo i buchi del settore idrico, del trasporto pubblico e del servizio rifiuti, sotto ogni aspetto. Purtroppo la macchina comunale e le municipalizzate hanno una scarsa produttività rispetto al numero dei dipendenti».

Sta toccando dei tasti dolenti. Sui rifiuti, sull’acqua e sui trasporti i cittadini vi aspettano al varco. Pensa di farcela a regalare il miracolo del cambiamento, tanto atteso e non ancora arrivato?

«La holding dei servizi è quasi realtà. D’ora in avanti la macchina comunale dovrà funzionare, non ci sono alternative. Sarà questo l’effetto della riorganizzazione, che porterà la gente a constatare il mantenimento delle promesse elettorali».

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